Colin Walsh chiude la prima giornata del Catania Book Festival: tra memoria, adolescenza e nuove narrazioni

Colin Walsh chiude la prima giornata del Catania Book Festival: tra memoria, adolescenza e nuove narrazioni
La prima giornata del Catania Book Festival si è conclusa al Palazzo della Cultura con un pubblico numeroso e attento, guidato attraverso temi che intrecciano memoria, identità e nuove forme di narrazione. L’appuntamento più atteso, della prima giornata, è stato quello con lo scrittore irlandese Colin Walsh, autore di Kala (Fazi Editore), che ha offerto una riflessione intensa sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, tra perdita, segreti e ricordi che non smettono di interrogare.
Walsh ha sottolineato come, nonostante le sfide contemporanee, l’adolescenza resti un territorio emotivo universale: “Ci sono sicuramente nuove sfide per gli adolescenti di oggi, ma il voltaggio emotivo di quegli anni è lo stesso per tutti. Ho incontrato lettori di generazioni e culture diverse, e si riconoscono profondamente nel libro. Tutti portiamo dentro di noi il nostro io adolescente, a prescindere dall’età.”
La storia di chi ha perso la battaglia
Tra gli incontri più applauditi della giornata, quello con Maria Attanasio, autrice de La Rosa Inversa (Sellerio) e candidata nella dozzina del Premio Strega. La scrittrice ha ribadito il valore della “storia alternativa”, lontana dalle versioni ufficiali: “A me interessa la storia di chi ha perso la battaglia, non quella riscritta dal potere.”
Di forte impatto anche l’intervento di Claudio Fava, che con Non ti fidare (Fandango) ha riportato l’attenzione sul dramma dei figli dei desaparecidos, ricordando come il tema della memoria sia parte della vita quotidiana e non un semplice capitolo dei libri di storia.
A incantare il pubblico è stata anche Simona Lo Iacono con Joanna degli Incanti (Guanda), storia di una donna visionaria capace di trasformare il dolore in impresa culturale. L’autrice ha raccontato il suo legame con la protagonista, la cui vicenda prende avvio dal Palazzo Chiaromonte Steri di Palermo: “Mi sono innamorata di lei per la sua capacità di vedere oltre.”
A completare il quadro della giornata, gli interventi dello scrittore Massimo Maugeri e del sociologo Davide Bennato, che hanno ampliato il confronto sul rapporto tra musica e letteratura, e tra digitale e sentimenti amorosi.
Grande partecipazione anche ai laboratori dedicati soprattutto ai più giovani. “Facciamo testamento (biologico)”, a cura dell’Associazione Luca Coscioni, ha chiarito il valore del biotestamento come strumento per esprimere le proprie volontà sanitarie: “Il fine è sempre rispettare il volere del paziente.” Amnesty International ha guidato una riflessione sulle disuguaglianze globali, mentre Arcigay Catania ha proposto un laboratorio su memorie, corpi e democrazia, partendo dal significato storico e politico del 25 aprile.
La prima giornata del festival si è così chiusa tra dialoghi, emozioni e nuove prospettive, confermando il Catania Book Festival come uno dei principali appuntamenti culturali della città.
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