40° edizione dell’Efebo d’Oro. Quando la letteratura incontra il cinema


Giunge alla 40° edizione il concorso cinematografico internazionale Efebo d’oro, che premia la migliore produzione cinematografica tratta da un’opera letteraria. Lo strettissimo legame tra il grande schermo e la narrativa è da sempre molto fecondo, in grado di trasformare l’inchiostro in immagini indimenticabili. Gli esempi sono numerosi e rimanere nell’immaginario isolano ci porta da La terra trema a Il Gattopardo (entrambe pellicole di Luchino Visconti), da Kaos dei fratelli Taviani, fino al Montalbano televisivo.

Dal 1979, il Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema, prima ad Agrigento ed oggi a Palermo, celebra il contatto tra il cinema e la letteratura. L’albo d’oro è un elenco lunghissimo di capolavori fin dalla prima edizione. In quell’anno a vincere fu Un borghese piccolo piccolo, film di Mario Monicelli, interpretato da Alberto Sordi e tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami. A spasso nel tempo, si ricordano Cronaca di una morte annunciata, film di Francesco Rosi, trionfatore nel 1987, tratto dal libro di Garcia Marquez. Nel 1994 è la volta di Nel nome del padre, che farà incetta di nomination agli Oscar. Tre anni più tardi di un discusso Trainspotting, film di Danny Boyle, tratto dal romanzo di Irvine Welsh. Fino ai tempi più recenti che hanno visto premiato I Malavoglia del regista Pasquale Scimeca (2010) o il film La spia di Antony Corbjin, tratto dal romanzo Yssa il buono di John Le Carrè (2015).

Peter Greenaway

Quest’anno il concorso vede in lizza ben 21 i lungometraggi e 5 cortometraggi internazionali. Sarà molto arduo il compito per la giura che, oltre la presidente del Centro Egle Palazzolo, segna la presenza dei registi Volker Schlondorff e Daniele Ciprì, della fotografa Letizia Battaglia e della docente di letteratura inglese Nicoletta Vallorani. Altri riconoscimenti verranno assegnati alle produzioni televisive, alla saggistica di settore e al regista esordiente. Annotazione particolare merita il premio “Nuovi Linguaggi – Città di Palermo” che quest’anno celebra l’estro di Peter Greenaway. Venerdì 9, il cineasta gallese sarà il protagonista di una Masterclass da non perdere.

Sergio Castellitto e Margareth Mazzantini

L’appuntamento è dal 3 al 10 novembre presso la sala De Seta dei Cantieri Culturali della Zisa a Palermo. Il programma è ricco di eventi, incontri, dibattiti e proiezioni speciali ed avrà una ouverture d’eccezione. Sergio Castellitto e Margareth Mazzantini riceveranno il premio alla carriera. Un meritato riconoscimento per un sodalizio professionale (e non solo) che è stato in grado di offrire sceneggiature importanti, da Non ti muovere (2004) a Venuto al mondo (2012), da Nessuno si salva da solo (2015) al Fortunata (2017). Ad essi il festival dedica una speciale retrospettiva.

 

 

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