Spaghetti alla Pantesca: bandiera del gusto siciliano


E’ su facebook e mi rapisce la sua integrale poesia di colori.

Il giallo del grano, il rosso del pomodorino, il verde cappero e le mille sfumature del marrone, dalla tostatura del pane grattugiato al cotto dell’oliva.

Il tutto messo in evidenza in un piatto di ceramica siciliana, palco ideale per questo concerto del gusto. Ma soprattutto per rivendicarne la paternità assoluta della provenienza geografica.

…e tu che ormai sei pronto a gustarlo, sappi che con la tua prima forchettata inizierai un viaggio incredibile di memoria, di storia, di desiderio. Sentirai gli assoli dei singoli componenti dell’orchestra che ha dato vita a questa sinfonia.

Vivrai la consistenza degli spaghetti di grano antico dell’isola regina, avvolti nell’olio evo delle colline trapanesi, in cui filetti di sarde deliscate, salate e sciacquate, e fini pezzettini di cipolla, hanno deciso di lasciarsi sciogliere lentamente.

In stretta compagnia, uno spicchio d’aglio: intero perché pronto a lasciar solo il suo intenso profumo oppure finemente tritato per fondersi completamente con i suoi compagni di soffritto.

Predominante è l’assolo del pomodorino, giusto vincitore tra i tanti pretendenti ad un posto di spicco in questa padella. Vincitore di una dura selezione tra le tante tipologie coltivate nella trinacria: il Ciliegino di Vittoria, il Siccagno del Belice e il Datterino di Pachino, forti della dolcezza strappata alla sabbia in cui il sole imprigiona il sale.

E poi le olive e i capperi pantalici per salare ed arricchire il ballo nella calda padella, mostrandosi felici di partecipare alla performance.

Il resto: coriandoli di origano e prezzemolo per aggiungere il verde della freschezza.

Ringrazio Antonella Bellovino per averci permesso ancora una volta l’utilizzo di una sua foto, poesia dell’immagine che sublima la memoria del sapore.

Marco Mauro Martello

Direttore\Editore di cosenostrenews.it

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