Il rifugio più alto dell’Etna: Poggio la Caccia
Lungo la pista Altomontana troviamo questa piccola meraviglia che , ad un’altezza di 1900 metri, regala un panorama mozzafiato aggiudicandosi il titolo di rifugio più alto dell’Etna. Il bivacco è sempre aperto ed è possibile pernottarvi. Offre pochi servizi al di fuori di un caminetto, un letto a castello e una cisterna di raccolta dell’acqua. Nonostante ciò, rimane una tappa imperdibile per chi vuole visitare il parco dell’Etna. Date le dimensioni, se si ha l’intenzione di passarvi la notte, è consigliato recarsi lì con un massimo di cinque persone. Il bivacco offre anche uno spazio esterno attrezzato con tavoli e ripiano per arrostire.
il più in alto
Inoltre, è situato in un punto strategico per l’esplorazione del territorio circostante.
Infatti, vicino ad esso si trovano il monte Palestra, un cono piroplastico circondato da eruzioni del settecento, e una formazione forestale di Pino Laricio. Quest’ultima è caratterizzata da alberi isolati che colonizzano le colate più o meno recenti.
Il periodo più consigliato per fare una bella escursione alla scoperta del bivacco di monte Palestra è l’inverno. Con l’inizio delle nevicate il panorama si tinge di bianco e il suolo si confonde con le nuvole in netto contrasto con la nera roccia lavica. Salire con la neve permette di osservare scenari magnifici coperti da un velo d’incanto, ma richiede una buona preparazione e un’attrezzatura completa.
Cosa serve e come arrivarci
Immancabili sono: scarpe da trekking resistenti e impermeabili, pantaloni da neve con le ghette, giubbotto pesante e, meno necessarie, ciaspole e bastoni da trekking . Raggiungere questo scorcio di paradiso è molto semplice e per farlo non è necessaria la figura di una guida.
Innanzitutto bisogna lasciare la macchina al parcheggio del rifugio attrezzato Ariel e recarsi a piedi al cancello che segna l’inizio della pista Altomontana. Una volta giunti lì bisogna seguire il percorso attraversando prima una strada asfaltata, poi un fitto bosco di pini e in fine le colate del 1610.
Una volta lì cade subito all’occhio che il sentiero è interrotto dalla colata del 2025.
Naturalmente è possibile proseguire con un percorso alternativo molto semplice da seguire.
meritato riposo
dopo aver superato la Galvarina, rifugio molto noto e gettonato,ad otto chilometri dal punto di partenza, troverete la destinazione. Quando finalmente raggiungerete Poggio la Caccia, il rifugio più alto del’Etna, con il fiato corto e le guance arrossate dal freddo, capirete che alcuni luoghi non si conquistano semplicemente camminando, si meritano. Lassù, tra il silenzio della neve e il respiro dell’Etna, questa piccola sentinella fra la terra e il cielo fa comprendere il significato autentico della parola ‘rifugio’.