Certi paesi custodiscono la loro storia nei monumenti, altri nelle leggende. Joppolo Giancaxio, invece, custodisce la sua direttamente all’interno del suo nome. Questo piccolo comune della provincia di Agrigento, immerso tra le colline dell’entroterra siciliano, porta con sé il ricordo di epoche lontane, dalle dominazioni arabe fino all’età feudale. Negli ultimi giorni, però, il borgo si è prestato a qualcosa di completamente diverso. Il tranquillo boschetto del paese è stata l’ambientazione di un gioco di ruolo dal vivo ispirato a un’apocalisse zombie. trasformandosi così per qualche ora in uno scenario da film.
Secoli di storia in un’insolito nome
Per capire davvero Ioppolo Giancaxio bisogna partire dal suo nome. La fondazione del paese risale al 1696 quando il barone Calogero Gabriele Colonna Romano ottenne dalla Corona spagnola il privilegio di creare un nuovo centro abitato. Fu proprio lui a scegliere di chiamarlo “joppolo”, e non per un motivo geografico. Bensì, quello era il cognome della moglie, Rosalia joppolo e Ventimiglia, appartenente a una delle famiglie nobili più importanti della Sicilia. “Giancaxio”, invece, arriva da un passato ancora più remoto. Era già il nome dell’antico feudo sul quale sorse il paese e, secondo la tradizione , deriverebbe da un personaggio arabo che amministrava quelle terre durante la dominazione musulmana della Sicilia. È un racconto che da sempre accompagna la storia del borgo e che continua a essere tramandato dagli abitanti.
dalla storia alla fantasia
Dalle vicende di feudatari, cavalieri e dominazioni straniere a un mondo popolato da zombie, chimere e malintenzionati il passo sembra impossibile. Eppure è proprio ciò che è accaduto a Ioppolo Giancaxio, dove per un giorno il silenzio delle vie del centro storico è stato rotto dall’arrivo di sopravvissuti, creature infette e missioni da portare a termine. Non si trattava di un set cinematografico, ma di un gioco di ruolo dal vivo che ha trasformato il borgo in un’esperienza immersiva. I partecipanti non hanno assistito a uno spettacolo, bensì, sono diventati i protagonisti di questa iniziativa organizzata da Mater Zhero . Ognuno interpreta un personaggio con una propria storia. Per sopravvivere bisogna affrontare missioni, prendendo decisioni e collaborando con gli altri in un mondo immaginario ormai devastato da un’epidemia zombie.
Cos’è un gioco di ruolo dal vivo
Quello ospitato a joppolo Giancaxio è soltanto uno dei tanti eventi che vengono organizzati in Italia. I giochi di ruolo dal vivo, conosciuti anche con l’acronimo LARP, sono infatti una realtà sempre più diffusa. Esistono associazioni e gruppi in tutta la penisola che propongono esperienze molto diverse tra loro. Alcune sono ambientate nel Medioevo, altre nel fantasy, nella fantascienza, nell’horror o in scenari storici. L’idea alla base è sempre la stessa ovvero quella di mettere da parte, almeno per qualche ora, la vita quotidiana. Non ci sono schermi, joystick o tastiere. La storia prende forma attraverso le scelte dei partecipanti. I giocatori costruiscono l’avventura in tempo reale, unendo improvvisazione, interpretazione e collaborazione. Negli ultimi anni queste iniziative sono diventate anche un modo originale per valorizzare il territorio. Borghi, castelli e aree naturali si trasformano in scenografie perfette, attirando visitatori e facendo conoscere luoghi spesso poco frequentati dal grande pubblico.
Conclusione
Anche Joppolo Giancaxio, per un giorno, ha dimostrato quanto il proprio patrimonio possa prestarsi a esperienze di questo tipo. Un paese nato oltre tre secoli fa, che conserva nel suo nome il ricordo della Sicilia araba e di quella feudale, si è trasformato in un mondo immaginario popolato da zombie. Un contrasto curioso, ma forse proprio per questo efficace: la storia continua a vivere, anche quando incontra forme nuove di racconto e di partecipazione.