Ci sono posti in cui la natura sembra aver superati i limiti. I Laghi di Plitvice, nel cuore della Croazia, sono uno di questi. Appena giunti alla foresta, gli alberi sembrano crescere oltre la scala dell’uomo. Tronchi alti decine di metri  nascondono il cielo con le loro chiome, lasciando filtrare la luce in sottili fasci. Camminando sotto di loro, con il rumore dell’acqua che arriva da ogni direzione, vi sentirete improvvisamente piccoli.

Come sono nati

Plitvice è il risultato di un processo naturale durato migliaia di anni. L’acqua, attraversando le rocce calcaree, ha lentamente depositato carbonato di calcio che con il tempo è andato accumulandosi. Muschi e altri organismi hanno contribuito alla formazione del tufo calcareo, creando quelle barriere naturali che ad oggi conferiscono ai laghi e alle cascate l’aspetto che vediamo.

E la cosa più sorprendente è che il processo è ancora in atto. Plitvice continua lentamente a cambiare e così sarà  fino a quando scorrerà acqua nella riserva. Il parco nazionale è stato istituito nel 1949 e nel 1979 è entrato nella lista dei Patrimoni protetti dell’umanità dell’UNESCO.

Il panorama più spettacolare

C’è un punto, però, in cui Plitvice sembra mostrare tutta la sua magia. Dall’alto, in uno dei migliori punti d’osservazione del parco, accessibile dall’ingresso uno, la vista si apre sulle grandi cascate e sulla valle sottostante. Da quella prospettiva, gli alberi sembrano formare un’immensa distesa verde e l’uomo, in mezzo a tutto questo, quasi scompare. Da quella posizione i corsi d’acqua vi appariranno come sospesi nel vuoto. Oppure, vi capiterà di notare, nelle alte pareti verticali, zolle di terreno muschioso così grandi da sembrare finte.

L’acqua precipita dalla roccia e si disperde in una nuvola finissima di goccioline, che rimane sospesa nell’aria. La luce attraversa quella nebbia e si mescola al verde della foresta, mentre il rumore dell’acqua arriva dal basso, continuo e profondo. Per un istante, tutto sembra finto. Come se qualcuno avesse costruito una scenografia gigantesca, nascosta nel mezzo della Croazia. Le cascate sembrano dipinte, la foschia sembra aggiunta apposta e il colore dell’acqua appare talmente intenso da sembrare irreale. Eppure non c’è nessuna scenografia.

Plitvice: un paesaggio da film

Non è difficile capire perché un luogo simile abbia attirato anche il cinema. Negli anni Sessanta, alcune zone di Plitvice furono utilizzate per i film dedicati a Winnetou, la celebre serie ispirata ai romanzi di Karl May. Il lago Kaluđerovac, per esempio, venne trasformato sul grande schermo nel leggendario Silver Lake, mentre altre cascate e zone del parco diventarono scenari del selvaggio West.

Un paradiso da proteggere

Un luogo così fragile non può essere lasciato completamente nelle mani di chi lo visita. Nei laghi di Plitvice è vietato fare il bagno, una regola necessaria per proteggere un ecosistema delicato che ogni anno accoglie oltre un milione di persone. Eppure l’uomo può ancora attraversare quei laghi senza danneggiarli. Sul lago Kozjak è possibile salire a bordo di battelli elettrci, silenziosi e privi di emissioni dirette durante la navigazione. Il parco sta inoltre introducendo nuove imbarcazioni elettriche dotate di pannelli solari, cercando di ridurre ulteriormente l’impatto del turismo.

È una piccola forma di innovazione che sembra avere perfettamente senso in un luogo come questo per permettere alle persone di avvicinarsi alla natura senza consumarla.

Come arrivare a Plitvice

Plitvice si trova nella Croazia centrale ed è raggiungibile in automobile attraverso la strada D429. Il parco ha due ingressi principali, Rastovača e Hladovina, ed è collegato in autobus con città come Zagabria, Zara e Spalato. Una volta entrati, il parco si percorre soprattutto a piedi, attraverso sentieri e passerelle costruite direttamente dentro i laghi a pelo d’acqua. Alcuni itinerari comprendono anche il battello elettrico sul lago Kozjak e il trenino panoramico.

Un luogo difficile da dimenticare

Plitvice non sembra semplicemente un luogo bello. Sembra un luogo inventato in una fiaba. Poi però ti allontani dalle cascate, il rumore dell’acqua diventa sempre più lontano e la foresta torna a chiudersi intorno al sentiero. Ed è forse proprio allora che capisci quanto sia raro ciò che hai appena visto.

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