Mentre il sole tramonta tingendo d’oro le dune all’orizzonte, comprenderete che la Tunisia racchiude un paradosso meraviglioso: in mezzo all’aridità più estrema la vita esplode con una forza sorprendente.
Zaino in spalla e si parte,destinazione finale Tozeur. Quest’ultimo è un paese a sud della nazione , alle porte del deserto del Sahara. Sarà proprio lì che comprenderete davvero cosa significhi viaggiare tra oasi e deserto, il cuore segreto della Tunisia non è una meta sulla mappa, ma un equilibrio fragile tra aridità e abbondanza.
Kairouan, crocevia spirituale tra aridità e devozione
Dopo alcune tappe imperdibili come Tunisi e Sidi bou Said, ho pernottato per una notte a Kairouan, un piccolo paesino situato a 4 ore di macchina da Tozeur. Con le sue 300 moschee si aggiudica il titolo di centro nazionale con più templi islamici.
La mattinata è destinata all’esplorazione dei suggestivi vicoli stretti e dei bazar fortemente caratteristici del mercato della Medina.
Dopo aver visto la moschea più grande della nazione, il viaggio prosegue in direzione della stazione dei louage. Quest’ultimi sono tipici mezzi di trasporto collettivi, utilizzati per i lunghi spostamenti fra città.
La loro peculiarità è che non partono a orari prestabiliti ma solo quando il veicolo è pieno. Questa piccolezza vi farà rendere conto delle differenze culturali. Lunghe attese, nessuna fretta, e chi ne ha aspetta comunque pazientemente, al sole e al caldo. Le tariffe sono fisse ed economiche e individuarli è molto semplice grazie alle loro linee rosse laterali.
Verso il sud: dentro il paesaggio più autentico
Dopo 4 ore di marcia arriverete alla meta. Tozeur è una tappa molto comoda in cui fermarsi per coloro che vogliono visitare le oasi di montagna. È proprio qui che io ho trovato un cicerone disposto a portarci fin lì.
Le oasi si trovano nel Djebel el Negueb, una catena montuosa situata a sud-ovest , vicino al confine con l’Algeria. Per giungervi attraverserete lunghissime strade immerse in scenari desolati e desertici. L’unico elemento che vi aiuterà a non perdere il senso della distanza saranno le torreggianti montagne che vedrete all’orizzonte, pur non essendo così alte, non avendo nient’altro in torno per chilometri e chilometri, vi appariranno immense.
Vi consiglio fortemente, non solo per risparmiare denaro, di affittare delle auto o di trovare qualcuno che tramite un accordo poco formale sia disposto a portarvi alle cascate. Anche se, la scelta più gettonata dai turisti è quella di prenotare i tour per intero direttamente online. In un caso o nell’altro, Tamaghza sarà la vostra prima tappa di sosta.
Già da lontano è possibile notare un forte contrasto fra il panorama arido e le piccole macchie verdi di vegetazione. Mano a mano che vi avvicinerete, capirete che quelle chiazze non sono affatto di piccole dimensioni. Infatti, sono veri e propri luoghi di ristoro per animali e abitanti. Sembrano quasi smeraldi posti con cura su un tappeto di polvere antica. Questi sono veri e propri barlumi di luce che permettono alla vita di prosperare anche in luoghi ostili.
il vero tesoro
Non appena arriverete, sarete immediatamente travolti dalla bellezza delle alte palme e dal costante fruscio piacevole dell’acqua che scorre. Tamaghza è l’oasi più vicina alla vetta.
Infatti, lì si trovano dei percorsi che conducono a quote elevate. Proprio percorrendo uno di questi sentieri, giungerete ad un’altura che permette di osservare al meglio il panorama.
Lo scenario apertosi dinnanzi a me era di una vastità tale, da trasmettermi un senso di profonda ineffabilità.
Essendo nell’unica catena montuosa del deserto, come me, avrete la possibilità di notare come questo si estende a perdita d’occhio in tutte le direzioni, sconfinando oltre la linea dell’orizzonte. Solitamente siamo abituati a percepire sempre in maniera netta il distacco fra la terra e il cielo; lassù invece il confine fra i due si mischierà. Solamente alzando la testa, riuscirete a percepire quando inizia uno e finisce l’altro. Data l’ottima visibilità, a qualsiasi ora della giornata, avrete la sensazione di poter scorgere perfino qualche stella.
Per di più, da lassù sono chiaramente visibili le spettacolari distese verdi formate dai palmeti presenti ai piedi della montagna. Da quella prospettiva, appaiono come gemme vive nella distesa sabbiosa; frammenti di speranza incastonati nel corpo severo del deserto. Il verde intenso, compatto, vibra contro l’ocra circostante, e l’oasi sembra un miracolo silenzioso.

Un equilibrio fragile tra sabbia e acqua
Questi tesori della natura, ricchi di cascate e vegetazione, sono gravemente minacciati dalla siccità. Infatti, il cambiamento climatico va a intaccare la bellezza di questi luoghi.
Nonostante questa spiacevole scoperta, riuscirete comunque a fare un bagno nei corsi d’acqua di Chebikà.
Le oasi del Djebel el Negueb sono un miracolo fragile, un richiamo urgente a proteggere questi tesori prima che il deserto, silenzioso e inesorabile, li riconquisti per sempre. Portare con sé il ricordo di quell’immensità significa anche portare la responsabilità di raccontarla, perché altri possano vederla prima che sia troppo tardi. Al tramonto ho capito che tra oasi e deserto il cuore segreto della Tunisia non sia solo uno spettacolo per gli occhi, ma una responsabilità. È un miracolo che chiede di essere custodito.