Sicilia in Rosa: un Manifesto in 13 parole per tutelare le donne con tumore al seno metastatico


Presentato al Palazzo della Cultura di Catania il documento promosso da Europa Donna Sicilia. In Italia sono 55 mila le pazienti che chiedono garanzie concrete su cure, lavoro e continuità assistenziale.

A Catania, nella cornice del Palazzo della Cultura, la manifestazione «Sicilia in Rosa» ha riacceso i riflettori sui diritti e sulle necessità assistenziali delle donne colpite da tumore al seno metastatico. L’iniziativa è stata promossa dalla delegazione regionale di Europa Donna Italia, guidata da Enza Marchica ed Ersilia Sciandra, in occasione della Giornata mondiale dedicata alla patologia. L’evento ha riunito istituzioni, comunità scientifica e associazioni del territorio per trasformare i bisogni delle pazienti in tutele reali.

Il Manifesto delle 13 parole: dal diritto alla cura alla dignità

Durante l’incontro è stato presentato un documento sintetizzato in tredici parole chiave: cura, ricerca, tempo, dignità, ascolto, diritti, lavoro, famiglia, qualità della vita, supporto psicologico, equità, rete, speranza. L’obiettivo centrale è garantire l’applicazione pratica di tutele che spesso rischiano di rimanere soltanto sulla carta.

In Italia si contano circa 55.000 donne con carcinoma mammario metastatico. Questa comunità si inserisce all’interno di un gruppo più ampio di oltre un milione di persone che vivono e convivono quotidianamente con una diagnosi oncologica. Tutte chiedono con forza il riconoscimento del proprio “diritto al presente” e una quotidianità dignitosa.

Sanità regionale e Breast Unit: azzerare le disuguaglianze

La Sicilia dispone già di norme e strumenti per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento del tumore alla mammella. Tuttavia, le rappresentanti di Europa Donna hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di verificare l’effettiva erogazione dei servizi in tutte le province.

Il documento chiede di rafforzare l’attuazione del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) regionale e il ruolo delle Breast Unit. Le priorità individuate riguardano: il monitoraggio periodico delle prestazioni sanitarie; la riduzione dei divari territoriali nell’accesso alle terapie; l’accesso ai trial di ricerca clinica; il supporto psico-oncologico strutturato; la tutela dei diritti lavorativi delle pazienti e dei caregiver.

Un’alleanza tra medicina, istituzioni e società civile

La serata, condotta dalla giornalista Giovanna Russo, ha alternato momenti di confronto scientifico e istituzionale a testimonianze dirette e parentesi culturali. Sul piano istituzionale sono intervenuti il Presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi e l’Assessore ai Servizi sociali Serena Spoto.

Il dibattito medico ha visto il contributo dei specialisti Francesco Caruso, Gaetano Castiglione e Carlo Carnaghi, insieme allo staff dell’Humanitas Istituto Clinico Catanese e alla dottoressa Gabriella Caruso dell’ASP di Catania. La delegata Enza Marchica ha espresso grande soddisfazione per questo primo evento «in rete» che ha visto la collaborazione delle associazioni siciliane Il filo della vita, A.n.g.o.l.o., Progetto Luna, Ricominciamo da Isabella, Sicilia Donna, Abracadabra e Breast Friend. Gli interventi artistici dell’attore Gino Astorina e del duo Bellamorea hanno completato l’incontro.

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