isola di Capo Passero: una fortezza isolata all’estremo sud



Dove il Mar Ionio incontra il Mediterraneo si trova un piccolo lembo di terra che, nonostante le sue dimensioni, custodisce grandi storie di guerra, pesca e vita.

Una piccola meraviglia che misura 40 ettari, dista meno di 200 metri dalla costa ed è separata dalla terraferma da un piccolo canale. L’isola di Capo Passero si trova a Portopalo, il comune più meridionale della Sicilia, in provincia di Siracusa.

Su di essa ci sono alcuni casolari in rovina, un tempo usati per la pesca dei tonni, e un’imponente fortezza risalente al XVII secolo. La tonnara, una delle più antiche della Sicilia, risale al XIII, affondando così le sue radici nel periodo medievale. Inizialmente i pescatori lavoravano sulla spiaggia di Morghella, poco distante da li, ma il disastroso terremoto del 1693 portò alla ricostruzione nel sito attuale. Il nuovo complesso includeva un “marfaraggio” con la balata, la loggia, i magazzini del sale e delle botti, la casa dell’amministratore e perfino una piccola chiesa. Una vera e propria realtà a sé stante a poche centinaia di metri dal paese, separata dal mondo unicamente dalle correnti e dal vento.

Nel corso degli anni, questo tesoro naturale si è modificato in base alle esigenze dei suoi proprietari. La proprietà è passata per diverse famiglie nobiliari subendo varie trasformazioni. L’ultimo intestatario, don Pietro Bruno di Belmonte, riattivò la tonnara nel 1895 dopo un periodo di inattività. Attorno a essa è sorto l’intero borgo di Portopalo, fondato da don Gaetano Deodato Moncada nel 1792. L’attività di pesca è rimasta attiva fino al 1969, quando ha cessato definitivamente di fornire il suo servizio.


l’antica fortezza di Capo Passero


Le funzioni di questo luogo sono state molteplici. Proprio qui, sotto il regno di Filippo III, fu costruito un imponente forte. Nel 1583, il viceré di Sicilia Marcantonio Colonna, ordinò la costruzione della struttura fortificata al fine di arginare le violente attività piratesche turco-barbariche dell’epoca. L’edificio si sviluppa su due piani attorno a una corte quadrata di circa 12 metri per lato e conta ben trenta ambienti separati. In passato, è stata anche utilizzata come prigione e luogo di confino per soldati. mantenne la sua funzione difensiva fino al 1830.

In seguito, la Marina Militare vi costruì un piccolo faro, che fino alla metà del Novecento necessitava di manutenzione manuale. Oggi, questo angolo di storia rivive grazie al restauro completato nell’ambito del Progetto Integrato Territoriale “Ecomuseo del Mediterraneo”. La collaborazione tra Soprintendenza, Provincia e Comune mira a rendere accessibile questo importante monumento per eventi e manifestazioni culturali.



La natura dell’isolotto di Capo Passero


Tra i numerosi tesori storici, ci sono anche quelli naturali. L’isola di Capo Passero ospita una vegetazione straordinaria, capace di adattarsi alle condizioni di aridità e ai venti salmastri. Il cuore verde dell’isolotto è un fitto palmeto di palma nana del Mediterraneo, specie protetta che i botanici già lodavano nel 1922 e che conserva un fascino primordiale. L’isola vanta 269 specie di piante vascolari documentate, alcune endemiche della costa iblea e altre rare, presenti solo in Sicilia. Questa ricchezza ha convinto la Società Botanica Italiana a includerla tra i biotopi di rilevante interesse botanico della Sicilia.

Banchi di donzelle pavonine tra alghe e rocce nei fondali dell’Isola di Capo Passero, nel Mediterraneo meridionale.
donzella pavonina.

Ma l’isola non è solo un regno vegetale. I suoi fondali cristallini ospitano praterie di posidonia oceanica, il polmone del Mediterraneo, dove nuotano saraghi, orate e cernie. Nelle acque che circondano l’isolotto, passano le tartarughe durante le migrazioni, mentre in primavera e autunno, gli uccelli migratori si fermano qui durante il lungo viaggio tra Africa ed Europa. Gabbiani reali, cormorani e aironi cenerini popolano le coste, mentre i falchi pellegrini volano occasionalmente sopra la fortezza in cerca di prede. L’area marina protetta istituita attorno all’isola tutela questo fragile ma vitale ecosistema, dove la natura si è riappropriata dei suoi spazi dopo secoli di presenza umana.

Oggi, l’Isola di Capo Passero riposa silenziosa, accarezzata dai venti che un tempo gonfiavano le vele dei pirati e dai raggi di sole che illuminano le rovine cariche di memoria. Le palme nane raccontano storie antiche, mentre il mare continua il suo dialogo eterno con la terra. È un piccolo universo dove natura e storia si intrecciano, ricordandoci che anche i luoghi più piccoli possono custodire l’infinito.

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