Etnabook 2026 – Catania si espande grazie alla cultura: eventi dal 23 al 27 settembre e 11 Comuni coinvolti


Etnabook 2026 - Catania si espande grazie alla cultura: eventi dal 23 al 27 settembre e 11 Comuni coinvolti

CATANIA – Cinque giorni dedicati a libri, cultura, arte e bellezza. Etnabook – Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania torna dal 23 al 27 settembre con la sua ottava edizione, con appuntamenti diffusi in tutta la città e una rete che, quest’anno coinvolgerà 11 Comuni dell’hinterland

Il festival abbraccerà diverse location. Gli incontri mattutini si svolgeranno, come di consueto, al Palazzo della Cultura di Catania, mentre quelli pomeridiani e serali saranno ospitati principalmente dall’Istituto per Ciechi Ardizzone Gioeni.

Ma Etnabook 2026 si prepara a coinvolgere molti altri luoghi della città, da Villa Ardizzone, gioiello liberty catanese, alle librerie Mondadori Bookstore D’Annunzio e Zagare, Feltrinelli e Gatsby, insieme ad altri spazi che saranno svelati con il programma degli eventi.

Etnabook 2026 coinvolge 11 Comuni

La missione di Etnabook è quella di promuovere attivamente la cultura. Un obiettivo perseguito sin dalla prima edizione dal presidente Cirino Cristaldi, insieme al vicepresidente Mirko Giacone e ai componenti del comitato scientifico Amanda Succi, Flavio Pagano e Marco Pitrella, presieduto da Massimo Salvatore Fazio.

Negli anni il festival ha lavorato alla costruzione di una rete capace di unire diversi Comuni dell’hinterland. L’ottava edizione raggiunge adesso il coinvolgimento di 11 Comuni: Aci Sant’Antonio, Adrano, Belpasso, Catania, Gravina di Catania, Nicolosi, Paternò, Pedara, Ragalna, San Giovanni La Punta e Scordia.

Durante le giornate del festival, contemporaneamente nei diversi Comuni, saranno realizzate attività, incontri ed eventi dedicati alla promozione della lettura e alla diffusione di cultura, arte e bellezza.

Premio “Cultura sotto il Vulcano”: i semifinalisti di Etnabook 2026

Cuore del festival è, come ogni anno, il Premio Letterario “Cultura sotto il Vulcano”. Dopo il lavoro di selezione svolto dalle giurie tecniche sulle opere pervenute, sono stati resi noti i semifinalisti delle tre sezioni del concorso.

Poesia – Semifinalisti Sezione A

Narrativa/Saggio – Semifinalisti Sezione B

Un libro in una pagina – Semifinalisti Sezione C

Le premiazioni il 23 e 24 settembre

I nomi dei finalisti saranno svelati nelle prossime settimane.

Gli autori delle sezioni A – Poesia e B – Narrativa/Saggio saranno premiati la sera del 23 settembre al Palazzo della Cultura di Catania.

I finalisti della Sezione C – Un libro in una pagina saranno invece invitati a partecipare all’appuntamento del 24 settembre, dalle ore 17, nell’Area eventi del Centro Commerciale Katanè di Gravina di Catania.

Durante gli stessi eventi saranno rese note al pubblico anche le rispettive menzioni speciali e le classifiche finali del Premio Letterario 2026.

Fondazione Salute Cultura – Il nuovo partner di Etnabook

Tra le novità dell’ottava edizione figura l’ingresso della Fondazione Salute Cultura, presieduta dal professor Giuseppe Ettore, come nuovo partner del festival.

Gli organizzatori rivolgono inoltre un ringraziamento ad Alberto Spitale, commissario straordinario della I.P.A.B. Istituto per Ciechi Ardizzone Gioeni, che ospiterà il Festival, e ai partner della manifestazione, al direttore Rocco Ramondino del Centro Commerciale Katanè, all’Università di Catania e alla rete di librerie che sostiene Etnabook.

Etnabook Festival Internazionale del Libro e della Cultura è organizzato dall’associazione culturale NO_NAME, presieduta da Cirino Cristaldi, ed è un evento incluso nell’ambito del Catania Summer Fest.

Dal 23 al 27 settembre, dunque, l’ottava edizione porterà il Festival, oltre i confini delle singole location catanesi, costruendo una rete di appuntamenti che coinvolgerà contemporaneamente Catania e altri dieci Comuni del territorio nel segno dei libri, della lettura e della cultura.

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Anna Mazzeo

Giornalista pubblicista. Scrivo di libri che pochi leggono, spettacoli a cui pochi partecipano e problemi che troppi ignorano. Sono consapevole che, dove finisce la cultura, inizia il disagio. Più che dare risposte, preferisco fare domande.

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