Teufelsberg: da base di spionaggio a galleria di street art


Dalla Guerra fredda alla street art. Una delle infrastrutture che ha subito il cambiamento più singolare di Berlino. La storia di un luogo abbandonato che ha trovato una nuova funzione senza cancellare il proprio passato.

Tra gli alberi del Grunewald, nella periferia occidentale di Berlino, spiccano cinque grandi cupole bianche. Da lontano sembrano appartenere a una struttura futuristica, nettamente fuori posto ed in contrasto con la natura circostante . Quelli che da lontano sembrano essere grandi palloni pieni d’aria, avvicinandosi, si rivelano essere in realtà cupole appartenenti aduna vecchia stazione d’ascolto della Guerra fredda. Qui per decenni vennero intercettate le comunicazioni provenienti dall’altra parte della Cortina di ferro. E d’un tratto le stesse pareti che prima ospitavano apparecchiature militari, hanno iniziato ad essere dimora di colori, volti e scritte. Un pezzo di storia militare è stato plasmato, senza essere cancellato, in uno spazio accessibile alla città.

Teufelsberrg da macerie a collina artificiale

La storia comincia ancora prima della Guerra fredda. La collina non è naturale, bensì, è nata dalle macerie della Berlino distrutta durante la Seconda guerra mondiale. Alla sua base si trovavano i resti incompiuti della Wehrtechnische Fakultät, una struttura legata alla tecnologia militare prevista durante il progetto nazista della futura «Germania» hitleriana. Dopo la guerra, quelle innumerevoli rovine e macerie della città vennero progressivamente ricoperte fino a formare una grande collina artificiale. Nel tempo l’area venne rinaturalizzata e il bosco del Grunewald tornò a circondarla.

La guerra che non si vedeva

Negli anni della Guerra fredda Berlino era una città divisa e Teufelsberg occupava una posizione strategica. A partire dagli anni Sessanta, la cima della collina divenne una stazione d’ascolto utilizzata dalle forze statunitensi e britanniche. La struttura, conosciuta come Field Station, faceva parte della rete occidentale di sorveglianza lungo la Cortina di ferro. Gli operatori ascoltavano e analizzavano le comunicazioni provenienti dalla Germania Est e dagli altri Paesi del blocco sovietico. Le grandi cupole radar, ancora oggi il simbolo di Teufelsberg, nascondevano così una funzione che doveva rimanere segreta: ascoltare ciò che accadeva dall’altra parte del confine.

Teufelsberg dopo il 1989

Poi arrivò il 1989. La caduta del Muro cambiò Berlino e rese rapidamente inutile anche la stazione di Teufelsberg. Nel 1992 la base venne definitivamente abbandonata dagli americani e Il terreno fu acquistato da privati. Vennero immaginati lussuosi alberghi, appartamenti, ristoranti e grandi strutture sportive. Teufelsberg avrebbe potuto diventare un nuovo pezzo di città privata, costruito sopra la memoria della vecchia base in nome del profitto, ma quei progetti non andarono in porto. Fu proprio l’abbandono a cambiare il destino della collina. Senza più militari e senza un progetto edilizio, Teufelsberg cominciò a essere attraversato da persone che cercavano uno spazio dove entrare, fotografare, esplorare e creare.

Artisti e writer illegalmente iniziarono a superare le recinzioni e ad entrare nella vecchia stazione. Portavano vernici e bombolette e cominciavano a dipingere sui muri dell’ex base. Non c’era ancora un grande progetto culturale, c’erano soltanto persone che avevano trovato un luogo vuoto e avevano iniziato a frequentarlo e trasformalo in maniera costruttiva. Quella presenza, ripetuta nel tempo, finì per cambiare il destino di Teufelsberg. Le strutture abbandonate divennero uno spazio di espressione e aggregazione conosciuto ben oltre Berlino, fino a trasformarsi in una delle più grandi gallerie di street art della città. È una storia di riappropriazione dal basso, un luogo nato con lo scopo di fornire controllo militare ha riacquistato valore attraverso la presenza di chi voleva entrarci per esprimere la propria arte.

Teufelsberg un’esempio da seguire

Questa vicenda mette in luce una possibilità spesso trascurata. Un’infrastruttura che ha perso la propria funzione non deve necessariamente diventare una rovina o essere sostituita da una costruzione completamente nuova. Può essere riaperta, reinterpretata e restituita alla comunità. Ed è forse qui che la storia berlinese diventa interessante, anche guardando oltre la Germania. In Italia non mancano ex caserme, fabbriche, stazioni e altre strutture che hanno perso la loro funzione originaria. In alcuni casi sono già nati progetti di recupero culturale e sociale; in altri gli spazi restano vuoti per anni. Questo luogo non offre una ricetta da copiare, ma pone una domanda: quanto patrimonio già esistente potrebbe tornare a essere utile se, prima di pensare a cosa costruire, ci chiedessimo cosa possiamo restituire alla città?

Teufelsberg, come visitarlo

Teufelsberg si trova nel Grunewald, nella parte occidentale di Berlino, in Teufelsseechaussee 10. Si può arrivare con i mezzi pubblici e poi proseguire a piedi attraverso il bosco. Oggi il complesso ospita la galleria di street art ed è possibile fermarsi anche nel piccolo bar presente all’interno per bere qualcosa e godersi il panorama. Gli orari e le modalità di accesso possono cambiare, quindi è consigliabile controllare le informazioni aggiornate prima di partire.

Teufelsberg racconta cosa può accadere quando uno spazio perde la propria funzione e una comunità decide di non lasciarlo semplicemente scomparire. Prima sono arrivati i cittadini, poi gli artisti, poi i visitatori e infine il riconoscimento ufficiale. La trasformazione è partita dal basso, da persone che hanno visto in quelle strutture abbandonate non soltanto rovine, ma una possibilità. E forse è proprio questa la lezione. A volte basta guardare con occhi diversi ciò che abbiamo già, permettere alle persone di riappropriarsene e lasciare che un luogo trovi, insieme alla propria memoria, una nuova ragione per esistere.

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