Per Giordano Caponnetto realizzare questo sogno è possibile: basta munirsi di un buon equipaggiamento, di una guida e di gambe robuste.

Sul vulcano più alto d’Europa, a quota 3000 metri, arrivare in vetta non è mai una passeggiata. Le montagne offrono scenari magnifici a tutte le quote, ma sono gelose dei loro panorami più preziosi. Infatti, li mostrano solo a chi è disposto a pagarli con fatica e buona volontà. Proprio per questo, prima di intraprendere la scalata verso qualsiasi vetta, è consigliabile prendere un po’ di dimestichezza con gli ambienti di montagna.
E dopo aver preso atto dei requisiti fondamentali e controllato le condizioni meteorologiche, si è pronti a partire. È possibile giungere fino in cima prenotando tramite agenzie che offrono pacchetti con guide esperte, inclusi trasporti in navetta e giro in funivia.
Zafferana Etnea è solo l’inizio
Agli amanti della montagna che non vogliono perdersi nemmeno un centimetro del panorama, consiglio invece di salire dalla Schiena dell’Asino: per raggiungerla basta andare a Zafferana e percorrere la Strada Provinciale 92 fino al parcheggio omonimo, dove è possibile lasciare la macchina.
Una volta arrivati lì seguite il sentiero per circa due ore. Superate una breve salita composta da tornanti e raggiungerete il belvedere panoramico sulla Valle del Bove. Vi consiglio di fermarvi un po’ a guardare il panorama e a raccogliere le energie. La fatica che vi aspetta risalendo il costone non sarà poca, ma verrà alleviata dalla bellezza del mare visto d’altaquota.
Sul vulcano più alto d’Europa, a quota 3000 metri i venti ed il terreno diventano fondamentali
Giunti a questo punto, munitevi della massima attenzione: i venti si fanno più presenti e il terreno diventa, in alcuni tratti, più franoso. Dopo tre ore di cammino vi troverete davanti prima la Montagnola e poi la Torre del Filosofo, un’altura situata a 2900 metri che rappresenta il limite oltre il quale, teoricamente, non è possibile andare senza guida. Questo promontorio prende il nome dal filosofo Empedocle, vissuto nel V secolo a.C. e morto, secondo la leggenda, per essersi gettato nella bocca del vulcano.
Da qui si gode la vista: è divina…
Da qui si gode di una vista privilegiata sulla sommità del cratere centrale e solo un ultimo sforzo separa dalla meta. Raggiunto il traguardo, sarete più alti delle nuvole. Nelle giornate limpide, la Sicilia sembra distendersi ai propri piedi e, oltre lo Stretto, si scorge perfino la Calabria. Un totale di sei ore di strada e un po’ di fatica separano dal punto più alto e probabilmente più bello di tutta la Sicilia.
E proprio lì, mentre il vento porta via l’ultimo respiro di fatica, capirete perché l’Etna non regala nulla, ciò che mostra da lassù vale ogni passo. E quando tornerete giù, non sarete più gli stessi.
Per coloro che si sentono in grado di tentare questa piccola impresa, ecco una serie di consigli.
Sul vulcano più alto d’Europa, a quota 3000 metri, ci vuole un buon equipaggiamento
Il primo punto necessario è avere un buon equipaggiamento composto da:
- un guscio antivento.
- scarpe resistenti alla sabbia vulcanica.
- vestiti termici.
- guanti, cappello e scaldacollo.
- acqua e snack.
Necessari, ma comunque molto utili, sono anche i bastoncini da trekking. Inoltre bisogna essere consapevoli del fatto che, anche nei mesi estivi, le temperature possono essere basse e i venti raggiungere alte velocità. Sebbene l’Etna disponga di percorsi segnati che permettono di arrivare fino in vetta, è comunque importante essere accompagnati da una guida con una buona conoscenza del territorio.