Opera dei Pupi: i Fratelli Napoli incantano con “L’innocenza di Ginevra”
Si è concluso tra gli applausi l’appuntamento al Teatro San Filippo Neri di Catania, dove la storica compagnia catanese ha portato in scena un intenso episodio dell’Orlando Furioso, tra tradizione e approfondimento psicologico.
CATANIA – Il fascino senza tempo dei paladini di Francia è tornato a far battere il cuore di Catania. Sabato 11 luglio, il Teatro San Filippo Neri ha ospitato “L’innocenza di Ginevra”, un nuovo capitolo del fortunato ciclo firmato dalla Compagnia Arte e Pupi dei Fratelli Napoli. L’evento si inserisce nel più ampio progetto Palcoscenico Catania, un’iniziativa sostenuta dal Fondo Nazionale per lo spettacolo dal vivo del Ministero della Cultura che sta registrando un notevole riscontro di pubblico.
Un intreccio di passioni e tradimenti
Lo spettacolo, basato su un accurato copione di Alessandro e Fiorenzo Napoli, ha attinto ai canti IV, V e VI dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Al centro della vicenda, l’amore contrastato tra Ginevra e il cavaliere italiano Ariodante, ostacolato dalle trame del perfido Polinesso.
Il Connestabile di Scozia, mosso da un’insaziabile gelosia e mire di potere, ha cercato di distruggere l’onore della giovane protagonista attraverso un crudele inganno, coinvolgendo l’ignara dama di compagnia Dalinda. Solo l’intervento provvidenziale di Rinaldo, giunto in Scozia per chiedere rinforzi contro i saraceni, ha permesso di sventare il complotto e salvare Ginevra dalla “dura legge di Scozia”, che prevedeva la pena capitale per le donne accusate di infedeltà.
L’eccellenza dei “parlatori” e l’omaggio ai maestri
La serata ha visto la partecipazione straordinaria di Tiziana Giletto, che ha prestato la propria voce a Ginevra, offrendo una prova di grande intensità. Come sottolineato da Fiorenzo e Davide Napoli, questo specifico episodio rappresenta da sempre un banco di prova fondamentale per i “parlatori” della compagnia, data la complessità psicologica e lo spessore dei caratteri messi in scena.
Lo spettacolo ha assunto anche una forte valenza affettiva e storica. Il copione è stato, infatti, concepito come un sentito omaggio a Biagio Sgroi e Italia Chiesa Napoli, storiche voci della compagnia, mentre l’allestimento scenotecnico ha richiamato l’eredità dei maestri Sebastiano Zappalà e Natale Napoli.
L’appuntamento ha confermato ancora una volta come l’Opera dei Pupi dei Fratelli Napoli non sia un linguaggio vivo, capace di rinnovarsi pur restando fedele alle proprie radici artigianali e culturali.