Tra le dune e la distesa di sale dello Chott el Djerid, si trovano i resti del set di star Wars in Tunisia : visitare la città di Mos Espa nel Sahara, o meglio, ciò che ne resta.
Nel 1975 il creatore della saga di Guerre Stellari andò in giro per il mondo alla ricerca di scenari adatti per girare il suo film. Ciò di cui aveva bisogno George Lucas era un panorama che potesse sembrare extraterrestre. La sua ricerca si fermò. Trovò lo scenario con qualità “aliene e ultraterrene” di cui aveva bisogno. Questa è la storia del set di star wars in Tunisia.
Fu così che vent’anni dopo, nell’estate del 1997, per le riprese de “La Minaccia Fantasma” iniziarono i lavori di costruzione e, pochi mesi dopo, le riprese. Il budget stanziato di 115 milioni di dollari rese possibile la realizzazione di una vera e propria città nel cuore del Sahara.
La Lucasfilm non badò a spese. Per fare un esempio, investirono 150.000 dollari solo per alzare i set per poter inquadrare meglio Liam Neeson.
Questo piccolo insediamento dall’architettura fantascientifica è composto da ben venticinque edifici a un piano. Lo stile utilizzato si ispira a quello berbero dell’isola di Djerba. Come materiali utilizzarono adobe e una particolare malta realizzata con la sabbia fine del Sahara. Inoltre furono edificate strade, piazze e botteghe rese poi più realistiche in computer grafica.
Prima di arrivare in questo luogo surreale ho intrapreso una lunga e suggestiva traversata delle dune del deserto. In apparenze queste piccole montagna di sabbia davano l’impressione di non essere molto alte, ma una volta iniziata la scalata in 4×4, ho avuto modo di percepirne l’elevata pendenza. Non appena sono arrivato nel sito mi è saltato all’occhio che quelle piccole case di sabbia e malta sembravano dei piccoli trulli fantascientifici. Camminando mi sono reso conto che tutto ciò che attraverso lo schermo sembrava iper tecnologico, era in realtà realizzato con legno o polistirolo. Inoltre, mi ha colpito enormemente il fatto che il set è isolato da qualsiasi tipo di rete elettrica o collegamento stradale.
Se, come ho fatto io sceglierete di intraprendere questo viaggio, vivrete un’esperienza ai limiti dell’onirico. Intorno a voi le lande desolate vi faranno comprendere il significato più romantico della parola sublime. Con non troppa fortuna potrete addirittura avvistare delle volpi del deserto e, cosa molto più impressionante, i così detti “Desert walkers”. Quest’ultimi nell’immaginario collettivo sono della figure mistiche. Nella realtà dei fatti non sono altro che uomini e donne che ogni giorno camminano sotto il sole del deserto, per necessità o per lavoro, per migrazione o per sopravvivenza.
Nel Sahara, nel Sahel, nel Medio Oriente, è realtà quotidiana. Chilometri a piedi, acqua razionata, pelle bruciata, passi lenti per non sprecare energie.
Dopo la fine delle riprese, invece di smantellare tutto, la Lucasfilm abbandonò il set di star Wars in Tunisia. Quelle particolari costruzioni tra le dune, quei resti, ad oggi sono gratuitamente visitabili. E come ho avuto modo di notare con i miei stessi occhi, la natura reclama sempre i suoi spazi,infatti, il deserto le sta lentamente inghiottendo.
Ai giorni nostri questa meta è divenuta una tappa obbligatoria di pellegrinaggio per i fan di Star Wars. Spesso viene associata alla visita di altre location tunisine come l’Hotel Sidi Idriss a Matmata, le dune o le oasi di montagna. Il cerchio si chiude. Quelle costruzioni nate dalla sabbia stanno tornando sabbia. Il deserto che ha prestato il suo volto a un mondo alieno si sta riprendendo quello che è sempre stato suo. E forse, in fondo, è così che dovrebbe essere.