Renny Zapato e la sua band tornano sul palco


Renny Zapato e la sua band tornano sul palco e lo fanno con quella necessità che non si può fingere. È qualcosa che spinge da dentro, che chiede spazio, che trova senso solo davanti a un pubblico vero.

La Sicilia è il luogo perfetto per questo scoppiettante ritorno. Non solo una serie di concerti, ma delle vere e proprie esperienze fatte di suoni e notti che si allungano. Qui la musica prende vita, grazie alla potenza del suono di Zapato, si anima, respira.

Renny Zapato e la sua band tornano sul palco per ritrovare il contatto diretto, quello senza filtri. Nei club, tra luci basse e amplificatori accesi, il rockabilly con loro smette di essere un’etichetta e diventa realtà, un vero e proprio stile di vita.

Di nuovo dal vivo in Sicilia, tra rockabilly, club e nuove canzoni

Ogni data ha una sua anima. Catania pulsa, Misterbianco, Avola, Cambiano gli scenari, ma resta la stessa urgenza nata dal profondo, quella di suonare, di esserci davvero. Questo ritorno live non è solo un momento, è un passaggio. Serve a coronare le canzoni che verranno, a dare loro un peso reale. Il nuovo progetto discografico nasce anche da qui, da questa immersione tra la gente e la musica.

Sul palco tutto si chiarisce. L’energia si muove, si trasmette, diventa qualcosa di condiviso. E in quel preciso istante non c’è distanza tra chi suona e chi ascolta. Poi verrà lo studio, verrà il lavoro silenzioso. Ma adesso è tempo di volume alto, di chitarre che graffiano, di presenza. Adesso è tempo di tornare sul palco.

La band nasce da un legame che affonda le radici nell’adolescenza: Emanuele Spampinato e Renato si conoscono da oltre quarant’anni, “da quando avevo circa 12 anni… ora ne ho quasi 56, quindi una mezza vita abbondante”. Un rapporto che nel tempo si è trasformato in progetto musicale. Spampinato, inizialmente coinvolto come “seconda chitarra”, è poi diventato contrabbassista “in corso d’opera”, contribuendo alla formazione definitiva insieme ad altri due musicisti storici: Ciro da Lenentini e Alessandro da Gravina.

Più che una band, si definiscono una famiglia: “non siamo una band, siamo una famiglia”. È proprio questa autenticità, lontana da costruzioni e pose, a creare un legame forte con il pubblico: “la gente ci vuole bene perché siamo veramente così”. E ancora, senza mezzi termini: “noi non fingiamo”, rivendicando una verità che si riflette tanto nella musica quanto nel rapporto con chi li ascolta.

è vita e non è moda

Il rock’n’roll, per loro, non è una scelta estetica ma una necessità viscerale: “questa musica la sento nelle mie viscere non la faccio per moda, ma per amore, per passione”. Non c’è spazio per le mode: “rock’n’roll per noi è vita e non è moda”.

Prima di salire sul palco, ciò che li muove è proprio questa urgenza interiore, questa fedeltà a un suono che li abita da sempre. Con il tour in corso che si concluderà il 5 aprile, con tappa finale ad Avola, la band porterà in giro un’energia autentica, con l’intento di lasciare qualcosa di vero: non un’immagine, ma un’esperienza vissuta.

Concluso il tour, il gruppo si fermerà per lavorare a un nuovo disco, per poi ripartire da giugno: “ricominciamo a suonare come tanti pazzi in giro per tutta la Sicilia”. Un movimento continuo, necessario, perché per loro la musica non è un ruolo da interpretare, ma un modo di stare al mondo.

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