I Pupi Siciliani dei Fratelli Napoli al Teatro Nuovo di Budapest

I Pupi Siciliani della Compagnia dei Fratelli Napoli tornano in Ungheria
La Compagnia Arte Pupi dei Fratelli Napoli, maestri pupari catanesi giunti alla quinta generazione, sarà nuovamente protagonista al Teatro Nuovo di Budapest per la IX edizione del Festival del Teatro Cristiano.
Un ritorno atteso e significativo: dal 2015, infatti, la compagnia rappresenta l’arte dei pupi siciliani in Ungheria, consolidando un legame culturale profondo.
Lo spettacolo andrà in scena lunedì 23 marzo alle ore 19.00, confermando la presenza stabile dei Fratelli Napoli nei grandi palcoscenici internazionali.
Un percorso artistico che attraversa anni e tradizioni
«Ritorniamo in Ungheria sempre con enorme piacere» – afferma Fiorenzo Napoli, direttore artistico della Compagnia – «e siamo felici di aggiungere un nuovo tassello alle numerose tournée nel mondo, portando la nostra arte e le nostre tradizioni secolari anche fuori dall’Italia».
Come ricorda Davide Napoli, la Compagnia ha già presentato a Budapest:
- 2015 – La Natività di Gesù Bambino
- 2016 – La Passione di Cristo
- 2023 – Macbeth per le Olimpiadi Teatrali
- 2025 – La Passione di Agata
Quest’anno porterà in scena “A Valli, ovvero la morte dei paladini a Roncisvalle”, su copione di Alessandro e Fiorenzo Napoli.

“A Valli”: un rito popolare tra epica e sacralità
La rappresentazione della morte di Orlando e dei paladini a Roncisvalle è da sempre uno dei momenti più intensi dell’Opera dei Pupi catanese. Giuseppe Pitrè osservava come il pubblico vivesse questo episodio con una partecipazione quasi sacra.
Alessandro Napoli spiega che la figura di Orlando assume una dimensione cristomimetica:
- tre squilli dell’Olifante come le tre cadute di Cristo,
- la presenza dell’angelo come nell’Orto del Getsemani,
- una “resurrezione” simbolica per consegnare la spada a Carlo Magno.
Il pubblico, spesso commosso, identificava Orlando con Cristo, i paladini con gli apostoli e Gano con Giuda. Un parallelismo radicato nelle fonti letterarie e nella tradizione popolare.
Un simbolo culturale radicato nel linguaggio dei catanesi
Il massacro di Roncisvalle ha lasciato un segno così profondo nella memoria collettiva da diventare proverbiale. I pupari chiamano la rappresentazione “A Valli”, e ancora oggi a Catania si dice: “È successa la Valle” per indicare un evento disastroso.
Un messaggio attuale tra etica, amicizia e resistenza al male
«La tragedia di Roncisvalle – conclude Alessandro Napoli – insegna che il male è sempre in agguato, ma va contrastato a ogni costo». La messinscena moderna mette al centro il valore dell’amicizia e dei grandi Ideali, incarnati dai “fratelli paladini” che affrontano insieme pericoli e inganni.
Nel copione, Orlando pronuncia parole che risuonano come un monito contemporaneo: “Perché mai la Giustizia deve cedere il passo all’imbroglio, la Tolleranza alla falsa prudenza, la Verità alla menzogna e all’inganno, la Virtù del comando alla prepotenza volgare del potere”.
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