Necropoli di Pantalica: cascate nascoste e tombe millenarie


La necropoli di Pantalica si erige in una valle di roccia bianca ricca di flora e fauna, solcata in tutta la sua lunghezza dal fiume Anapo. Questo scenario fiabesco è una realtà incantata a meno di un’ora di macchina da Catania.

Si trova a Sortino, nel cuore della Sicilia, ed è facilmente raggiungibile dall’autostrada.
L’intera riserva si estende lungo quella che un tempo era una linea ferroviaria. Ciò che rimane del vecchio percorso tranviario sono ponti, gallerie e una lunga strada di ciottoli bianchi che giunge da un’estremità all’altra della riserva. Quest’ultima rende l’esplorazione della valle una passeggiata facile e piacevole.

La Necropoli di Pantalica: oltre 5000 tombe nella roccia

Non troppo distanti dalla strada battuta, si trovano anche dei sentieri che conducono alle pendici della valle. Da lì è possibile osservare un panorama immenso su tutto il fiume. Noterete un’immensità di cunicoli scavati nella roccia a mani nude. In quel gesto primitivo si riconosce l’inizio una civiltà che onora i morti e così facendo inizia a dare valore alla vita stessa.

Terminata la scalata, guardando verso il basso, comprenderete la reale forza della natura che goccia dopo goccia, nel corso dei millenni, ha dato vita ad un gioiello inestimabile.
Inoltre, sono percorribili delle vie che si snodano fino alla parte più alta del sito archeologico dove si trovano le sepolture più vaste ed importanti. La necropoli di pantalica comprende oltre cinquemila tombe scavate nella roccia nuda più di tremila anni fa. Inoltre, i ritrovamenti di natura archeologica sono parecchi.

Non solo tombe ma anche tracce di vita

Infatti, oltre i sepolcri degli antichi, è possibile trovare numerosi fossili di briozoi, coralli e il caratteristico echinide Clypeaster . Molto prima della necropoli, dei sentieri e perfino prima dell’uomo, Pantalica era mare. Milioni di anni fa qui si stendeva un fondale caldo e poco profondo, abitato da conchiglie, molluschi e minuscoli organismi marini. Morendo, i loro gusci caddero lentamente sul fondo e, strato dopo strato, si accumularono come una silenziosa neve calcarea. Il tempo e la pressione li trasformarono proprio in quella pietra bianca che oggi forma le pareti della valle dell’Anapo. Per questo tra le rocce della necropoli troviamo le impronte pietrificate di quell’antico mare. Poi la Terra si mosse, la Sicilia si sollevò dal fondo dell’oceano e l’acqua del fiume iniziò a scavare il canyon che vediamo .

Non solo tesori naturali

L’immaggine rappresenta uno scorcio racchiuso fra due pareti di roccia vicino alla foce del fiume anapo. Si vedono delle meravigliose cascate nascoste della necropoli di pantalica

Addentrandosi nelle profondità della riserva è possibile esplorare un lungo acquedotto romano risalente a circa duemila anni fa.
L’acquedotto Galermi è opera di Gelone, tiranno di Siracusa, e aveva la funzione di portare l’acqua verso la città. Ad oggi il condotto non è in funzione, ma è percorribile e l’acqua vi scorre ancora. I tesori da scoprire però non sono solo di natura storica. Pantalica nasconde decine di cascate e piscine naturali, la maggior parte situate proprio oltre il punto di accesso per l’acquedotto Galermi.

Qui, dove tremila anni fa riposavano i morti e scorreva l’acqua per i vivi, la natura ha ripreso il suo corso selvaggio. E oggi Pantalica offre ai visitatori ciò che nessun museo potrebbe dare: la possibilità di camminare nella storia, immergersi nelle sue acque cristalline e sentirsi, per un momento, parte di qualcosa di eterno.

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