Campagna di scavo archeologico a Finziade


Sul Monte Sant’Angelo di Licata, dove la storia sembra ancora respirare , prende vita la nuova campagna di scavo archeologico a Finziade. Studenti e laureati avranno l’occasione di entrare in contatto diretto con un passato straordinariamente conservato. Case, cortili e laboratori artigianali rimasti intatti per oltre duemila anni. Qui, ogni frammento racconta una vita quotidiana, ogni angolo una storia dimenticata che aspetta di essere riportata alla luce. Questa è più di una semplice esperienza sul campo: è un viaggio nel tempo, un incontro con la storia viva della Sicilia antica. Il prossimo 27 aprile questa ambiziosa ricerca Prenderà il via.

Un bando che mette a disposizione dieci posti destinati a studenti e laureati in archeologia, provenienti da università ed enti di ricerca italiani e stranieri. La campagna di scavo archeologico a Finziade rappresenta un’importante occasione di formazione sul campo. Un’esperienza diretta a contatto con un contesto di grande valore scientifico.

Come partecipare alla campagna di scavo archeologico a Finziade

La selezione dei partecipanti avverrà attraverso la valutazione del curriculum accademico e delle esperienze già maturate in ambito archeologico. Gli interessati potranno inviare la propria candidatura entro il 5 aprile 2026, scrivendo agli indirizzi email indicati nel bando.

Le attività di scavo saranno dirette dal dottor Alessio Toscano Raffa, con la collaborazione dei dottori Mariano Morganti e Donata Giglio del CNR e dell’archeologa del Parco Maria Concetta Parello. L’obiettivo è quello di approfondire lo studio di un quartiere residenziale caratterizzato da strade e abitazioni con ricchi apparati decorativi.

I risultati delle precedenti campagne confermano l’importanza del sito. Nel 2025, infatti, gli scavi hanno restituito ambienti domestici straordinariamente conservati, rimasti sigillati per oltre duemila anni. Le strutture rinvenute offrono uno spaccato dettagliato della vita quotidiana e delle attività produttive dell’antica città.

Tra le scoperte più rilevanti figurano un laboratorio artigianale con circa quaranta matrici per la produzione di lucerne e statuette votive, oltre a forni e vasche di lavorazione. Accanto, è emerso anche un sacello domestico con oggetti rituali e statuette perfettamente conservate, elementi che aprono nuove prospettive sulla religiosità privata in epoca ellenistico-romana.

Non meno significativo il ritrovamento di un dado in terracotta, testimonianza di pratiche ludiche diffuse già in età antica e sorprendentemente simili a quelle contemporanee.

Finziade ebbe un ruolo strategico tra il II e il I secolo a.C., sia dal punto di vista militare che commerciale, intrecciando rapporti con Roma durante le guerre puniche e vivendo una fase di notevole prosperità. Le abitazioni riportate alla luce raccontano una città organizzata attorno a cortili centrali, progettati per favorire l’illuminazione naturale e la raccolta dell’acqua piovana, convogliata in cisterne scavate nella roccia.

Al via allo scavo archeologico a Finziade sul Monte Sant’Angelo

La nuova campagna di scavo archeologico a Finziade si inserisce in questo percorso di ricerca e valorizzazione, con l’obiettivo di aggiungere nuovi elementi alla conoscenza di un sito che continua a sorprendere per ricchezza e stato di conservazione.

Un patrimonio che torna alla luce grazie alla collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e giovani studiosi, contribuendo a restituire voce e forma a una delle realtà più significative della Sicilia antica.

Gli interessati devono inviare la propria candidatura entro il termine ultimo del 5 aprile 2026 scrivendo agli indirizzi e-mail alessio.toscanoraffa@cnr.it
oppure marianomorganti@live.com

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