Sull’Etna, per raggiungere la grotta dei lamponi, attraverserete una gettata lavica vecchia di 4 secoli. Non una normale passeggiata in montagna, bensì uno sguardo profondo ad una pagina della storia del territorio siciliano.
Nel luglio del 1614 si aprirono diverse bocche effusive da cui iniziò una colata che durò in maniera alterna per circa 10 anni.
Da qui prende il nome “Piano dei Dammusi”, luogo in cui a 1750 metri si trova la Grotta dei Lamponi
Venne scoperta dal Club Alpino Italiano nel 1965 e chiamata così per via di una rigogliosa pianta di lamponi che cresceva indisturbata nella cavità d’ingresso.
Il tunnel lavico si estende su più livelli per un totale di 700 metri. Si aggiudica inoltre il titolo di galleria detta “di scorrimento “ più lunga dell’Etna.
Entrarvi è un’esperienza unica, la sensazione è quella di percorrere le viscere di un titano. Nonostante io sia catanese, di conseguenza abituato alla presenza del vulcano, luoghi come questo mi lasciano sempre enormemente stupito.
Nel livello superiore è possibile osservare delle straordinarie formazioni naturali chiamate stalattiti da rifusione. Quest’ultime sono vere e proprie lacrime di fuoco raffreddatesi un’attimo prima di arrendersi alla gravità. Il tutto è coronato dalle rigature e dai cordoni orizzontali presenti sulle pareti, vere e proprie impronte che permettono di osservare e comprendere la dinamica di movimento della lava.
Il silenzio verrà infranto unicamente dal rumore dei vostri passi e del vostro respiro.
In luoghi come questo abbassare il tono della voce, o addirittura rimanere in silenzio, risulta quasi un’istinto naturale.
Questo posto fantastico nel tempo è stato fortemente caratterizzato da numerosi crolli, fra cui il più spettacolare: quello della volta. Quest’ultimo ha dato vita ad un enorme lucernario sul cielo sovrastante. Caratteristica unica che crea un effetto suggestivo. I raggi del sole, e talvolta anche la neve, penetrano all’interno rendendo il tutto surreale. Sembra quasi che tutta la grotta “respiri” da quella fenditura di roccia.
Per raggiungere la grotta dei lamponi sull’Etna bisogna prendere la strada Mareneve da Linguaglossa e percorrerla fino al Rifugio Ragabo, dove è possibile lasciare la macchina.
Giunti lì bisogna incamminatevi sulla Pista Altomontana e percorretela per un totale di otto chilometri. Arriverete alla vostra meta quando sul sentiero del Piano dei Dammusi noterete un cartello che indica una via poco battuta. Quella è la strada per la grotta.
Cimentarsi nell’esplorazione della caverna non è affatto complicato. È consigliato però farsi accompagnare da una guida, ed è fondamentale munirsi di un caschetto e di una torcia molto potente, necessaria per illuminare gli antri più oscuri.
L’Etna sotto nasconde centinaia di tesori ancora da scoprire, ed è affascinante notare come quella che nasce come una fiammeggiante catastrofe si congeli nel tempo e dando vita ad uno spettacolo unico