Unione della sicurezza: progressi significativi e risultati tangibili negli ultimi anni, ma occorre proseguire gli sforzi


Nella relazione presentata oggi sono riassunte le iniziative intraprese dalla Commissione in alcuni dei settori chiave dell’Unione della sicurezza, quali la lotta al terrorismo, lo scambio di informazioni, il contrasto alla radicalizzazione e la cibersicurezza, e si sottolinea nel contempo la necessità di compiere ulteriori sforzi, in particolare per quanto riguarda l’attuazione della normativa dell’UE in materia di sicurezza.

Nel contesto della reazione dell’attentato di Christchurch avvenuto nel marzo 2019, la Commissione raccomanda inoltre all’Unione europea di avviare negoziati con la Nuova Zelanda in materia di scambio di dati personali con Europol per combattere le forme gravi di criminalità e il terrorismo. 

Il Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, ha dichiarato: “Fin dal primo giorno la sicurezza dei cittadini europei è stata una priorità assoluta per questa Commissione. Sulla base dell’Agenda europea sulla sicurezza, abbiamo realizzato un’Unione della sicurezza autentica ed efficace, fondata sulla fiducia, sulla condivisione delle risorse e sulla cooperazione nel fronteggiare le minacce. Possiamo essere fieri di molti risultati tangibili che abbiamo raggiunto – fra l’altro, una legislazione UE che permette di rintracciare più efficacemente i criminali pericolosi, combattere il terrorismo online e offline e limitare l’accesso alle armi da fuoco –, ma il progresso più importante è il modo in cui è cambiato il nostro approccio in materia di sicurezza. Invito gli Stati membri ad assicurarsi che le norme dell’Unione sulla sicurezza siano applicate e che i nostri cittadini siano più protetti.”

Julian King, Commissario per l’Unione della sicurezza, ha aggiunto: “Negli ultimi anni abbiamo compiuto progressi notevoli verso una migliore sicurezza collettiva. La cooperazione e una risposta coordinata permettono di affrontare al meglio le sfide complesse e articolate che il terrorismo, la criminalità informatica e la disinformazione pongono oggi a livello di sicurezza, ma non basta. Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre il margine di manovra dei terroristi — offline e online, all’interno e all’esterno dell’UE. Attendo con impazienza il via libera del Consiglio per l’avvio di negoziati con la Nuova Zelanda, un partner strategico nella lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.”

Progressi nell’ambito dei principali pilastri dell’Unione della sicurezza

La relazione odierna illustra i progressi compiuti sui dossier legislativi prioritari in materia di sicurezza e le recenti iniziative intraprese per garantire la sicurezza dei cittadini europei sia offline che online. La relazione verte in particolare su:

  • Contenuti terroristici online — Data la continua minaccia rappresentata dai contenuti terroristici online, la Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a raggiungere un accordo sulla legislazione proposta entro la fine del 2019. Parallelamente si è lavorato, attraverso partenariati volontari con le piattaforme online, con i partecipanti del Forum dell’UE su Internet, che si è impegnato a rispettare un protocollo di crisi dell’UE, un meccanismo di risposta rapida per contenere la diffusione virale di contenuti terroristici e di estremismo violento online.
  • Miglioramento dello scambio di informazioni — Gli Stati membri sono in grado di scambiarsi più informazioni che mai, in particolare grazie all’assistenza offerta da agenzie dell’UE come Europol. Tuttavia, per colmare le lacune informative e rimediare alle debolezze che ancora persistono, è essenziale che i sistemi di informazione per la sicurezza dell’UE possano dialogare tra loro ed è per questo motivo che la Commissione ha dato la massima priorità all’attuazione delle proposte sull’interoperabilità entro il 2020. La Commissione invita inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio a raggiungere rapidamente un accordo su tutte le proposte legislative in sospeso relative ai sistemi di informazione per la sicurezza, compresa l’attuazione tecnica dell’ETIAS e del sistema rafforzato di informazione sui visti.
  • Cibersicurezza — L’UE ha notevolmente migliorato la sua resilienza informatica e sta lavorando per garantire la cibersicurezza delle reti 5G. In seguito alla valutazione coordinata a livello di UE dei rischi per la sicurezza, gli Stati membri dovrebbero ora concordare una serie di misure di attenuazione dei rischi entro il 31 dicembre.
  • Disinformazione — L’UE ha inoltre continuato ad adoperarsi per contrastare la disinformazione e proteggere l’integrità delle elezioni attraverso il codice di buone pratiche per l’autoregolamentazione sulla disinformazione firmato nell’ottobre 2018. Un anno dopo, nonostante gli sforzi compiuti dai firmatari, sono necessarie ulteriori iniziative da parte delle piattaforme online, in particolare per quanto riguarda il conferimento di maggiori possibilità di azione ai consumatori e l’impegno a conferire tali mezzi alla comunità dei ricercatori.
  • Far rispettare le norme dell’UE in materia di sicurezza — Alcuni Stati membri non attuano ancora pienamente una serie di norme fondamentali dell’UE in materia di sicurezza che riguardano il terrorismo e la criminalità informatica. Tra queste vi sono dossier prioritari, quali lo scambio dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record – PNR) e la direttiva sulla lotta contro il terrorismo. Solo tredici Stati membri attuano le norme dell’UE per un accesso più restrittivo alle armi da fuoco e ventuno devono ancora recepire le norme antiriciclaggio. Inoltre, ventitré Stati membri non applicano ancora le norme dell’UE che configurano il reato di abuso sessuale su minori e quattro Stati membri non rispettano la normativa UE sugli attacchi contro i sistemi di informazione. La Commissione invita gli Stati membri ad adottare con urgenza le misure necessarie per assicurare la piena attuazione delle norme dell’UE sulla sicurezza.
  • Cooperazione con i Balcani occidentali in materia di sicurezza — Dando seguito al piano d’azione comune, il 9 ottobre la Commissione ha firmato accordi sulla lotta al terrorismo con l’Albania e la Macedonia del Nord. Il 7 ottobre l’UE ha inoltre firmato un accordo di cooperazione nella gestione delle frontiere tra il Montenegro e l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera.

Infine, la Commissione ha intensificato la cooperazione e lo scambio di informazioni con altri paesi partner, organizzazioni e portatori d’interesse, due elementi fondamentali per la creazione di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza. La Commissione raccomanda oggi che il Consiglio autorizzi l’avvio di negoziati per un accordo che consenta lo scambio di dati personali tra Europol e le autorità neozelandesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo. Sebbene siano già in corso negoziati analoghi con otto paesi prioritari nella regione del Medio Oriente/Nord Africa (MENA), la Commissione ritiene necessario avviare tali negoziati con la Nuova Zelanda, aggiungendola all’elenco dei paesi prioritari. L’accordo garantirebbe la necessaria protezione dei dati, la tutela della vita privata, il rispetto dei diritti fondamentali e la salvaguardia delle libertà.

Fonte: Commissione europea – Rappresentanza Italia

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