degustazione comparativa

DEGUSTAZIONE COMPARATIVA

Sono lieta di introdurre una nuova rubrica all’interno del mio sito dedicata al wine world.

Stefano Grasso, sommelier di Catania, ci regala un confronto frizzante!

Buongiorno amici, oggi ho confrontato due dei principali vini spumante metodo classico presenti ai supermercati. Quante volte vi siete fermati a pensare se prendere un Ferrari o un Berlucchi, oggi li confrontiamo e capiamo le differenze tra i due.


Sono vini entry level di due prestigiose aziende, entrambi metodo classico (il metodo di produzione degli champagne), entrambi fanno 18 mesi sui lieviti, entrambi brut, entrambi su fascia di prezzo 10/18 euro (dipende dalle promozioni) ed appartenenti alla stessa fascia qualitativa medio/alta.

Ferrari contro Berlucchi… scontro frizzante. Chi vincerà?

Dove stanno le differenze? Innanzi tutti sui vitigni.

Il Ferrari è prodotto con uve Chardonnay, il Berlucchi con uve Chardonnay e Pinot nero.

E poi la zona di produzione. Il Ferrari è un Trento doc, in trentino, il Berlucchi è un Franciacorta docg, in lombardia. I vini comparati sono entrambi sboccatura 2019, quindi della stessa annata. Partiamo coi confronti.
Il colore di entrambi è un giallo paglierino, ma il Ferrari è più brillante, più vivo. Pure il perlage del Ferrari ha una maggiore persistenza. Un punto al Ferrari!


Mettiamo il naso dentro il bicchiere e sentiamo i profumi. Il Ferrari ha più complessità, ci sono note floreali, frutta gialla, vaniglia, bei profumi e bella intensità di profumi che escono dal bicchiere. Nel bicchiere del Berlucchi le note sono tutte più basse e non trovi la complessità e l’intensità del Ferrari, si percepiscono solo note floreali, di lievito e di crosta di pane, ma il tutto con minore intensità rispetto al Ferrari. Un altro punto in più per il Ferrari!
L’assaggio ribalta tutto!! In bocca la bollicina del Ferrari è grossolana, aggressiva, quasi fastidiosa, l’effervescenza del Berlucchi è più fine, più suadente, più gradevole.

Il Ferrari ha un’acidità più spiccata che giustifica la maggiore brillantezza del colore, una persistenza in bocca non eccessiva e lascia un finale leggermente amaro. Il Berlucchi è più rotondo, più aromatico, più persistente, direi in generale più equilibrato e più elegante. All’assaggio sono tre i punti a favore del Berlucchi!!

Probabilmente è merito del Pinot nero la differenza al palato ed anche della tecnica di produzione.

Questa sfida la vince il Berlucchi per una sola distanza, 3 a 2 ma è una sfida relativa alla sboccatura 2019 perché, ricordatelo, ogni annata fa storia a sé.

E voi? Avete preferenze?