Russia e Cina inaugurano “Forza della Siberia”


Russia e Cina rafforzano la propria partnership commerciale attraverso la realizzazione di un nuovo “ponte energetico”: “Forza della Siberia“. Il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo cinese Xi Jinping infatti hanno inaugurato, in video collegamento, il primo gasdotto tra i due Paesi. L’accordo di fornitura tra le due superpotenze orientali venne concluso nel maggio del 2014, quale conseguenza della crisi ucraina e delle sanzioni inflette alla Russia dall’Occidente.

Le parole dei leader

“Il rapporto energetico fra Russia e Cina raggiunge un livello completamente nuovo” ha affermato Putin. “Ci avvicina – Ha aggiunto il capo del Cremlino – all’obiettivo di un interscambio commerciale di 200 miliardi di dollari entro il 2024″. “Lo sviluppo delle relazioni russo-cinesi è e rimarrà un percorso prioritario nella politica estera di ciascuno dei nostri Paesi” ha replicato Xi Jinping, nel corso della cerimonia di inaugurazione del gasdotto. Il Presidente cinese ha sottolineato come l’entrata in servizio del gasdotto sia “un importante risultato intermedio e l’inizio di una nuova fase della nostra cooperazione”.

Un ponte tra Russia e Cina

I 3 mila chilometri di gasdotto trasporteranno gas dai giacimenti Chayandinskoye e Kovytka, nella Siberia orientale, sino a Blagoveščensk, nei pressi del confine cinese nord-orientale. Dalla fine del 2022 “Forza della Siberia” riceverà gas da un’ulteriore fonte di approvvigionamento: Kovyktinskoye, ovvero il sito di gas più ricco della Russia orientale.

L’opera, realizzata dal colosso energetico russo Gazprom, dovrebbe fornire alla Cina circa 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il prezzo di fornitura rimane segreto ma, stando ad alcune indiscrezioni, dovrebbe generare per le casse del Cremlino più 400 miliardi di dollari per i prossimi trent’anni. Con tale progetto Pechino intende ridurre la propria dipedenza dal carbone e promuovere il ricorso a fonti energetiche ecosostenibili.

L’intesa consolida la posizione della Cina quale principale partner commerciale della Russia offrendo a Putin un nuovo mercato alternativo all’Unione Europea.

La via orientale

Nel corso degli ultmi anni la Russia ha aumentato notevolmente le forniture di gregio in Cina. L’obiettivo di Mosca è, infatti, quello di sfidare l’Arabia Saudita quale principale fornitore petrolifero di Pechino.

Per raggiungere questo obiettivo, la Russia ha lanciato un importante oleodotto in Cina. Oggi spedisce circa 600 mila di barili al giorno e ulteriori 200 mila barili al giorno giungono in Cina attraverso un oleodotto che attraversa il Kazakistan.

Nel 2018 le vendite orientali di carbone russo hanno superato le 100 milioni di tonnellate, rappresentando oltre la metà delle esportazioni totali di carbone.

I progetti futuri

“Forza della Siberia” rappresenta soltanto l’inizio di una sempre più estesa partnership commerciale tra Russia e Cina. Il governo di Pechino sta infatti trattando con Gazprom per la realizzazione di due ulteriori gasdotti: “Forza della Siberia 2“, che approvigionerebbe la Cina occidentale, fornendo 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno e un altro gasdotto più piccolo dall’isola di Sakhalin.

Mosca confida, inoltre, di avviare due ulteriori progetti energetici verso il continente europeo: il “pipeline” sottomarino del Baltico Nord Steam 2 per la Germania e il gasdotto TurkStream per la Turchia e l’Europa meridionale.

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