Ordine mondiale di Henry Kissinger


Henry Kissinger è stato uno dei più importanti uomini politici statunitensi degli anni settanta. Ha plasmato la politica estera americana in una fase tremendamente complessa. Anni caratterizzati dalla guerra in Vietnam, dalla storica apertura alla Cina in funzione antisovietica. Dal rovesciamento di Salvador Allende in Cile. Dalla guerra dello Yom Kippur in Medio Oriente e il conseguente “shock petrolifero” e dal sostegno alle giunte militari in Sud America.

Oltre a ricoprire il ruolo di Consigliere per la sicurezza nazionale (1969-1975) e Segretario di Stato (1973-1977), Kissinger ha anche insegnato ad Harvard. E questa sua impostazione accademica si ritrova in “Ordine mondiale”, saggio pubblicato in Italia nel 2015.

L’Ordine Mondiale

Kissinger si pone l’ambizioso tentativo di definire l’attuale ordine mondiale ripercorrendo le varie fasi della politica internazionale. Addirittura dall’antichità ad oggi, e, ci tiene a precisare, fin dall’introduzione che:

“un ordine mondiale ”.

In questo suo riassunto delle varie epoche storiche, Kissinger individua due momenti fondamentali che hanno profondamente contribuito a plasmare l’attuale panorama internazionale. I due eventi che secondo l’ex Segretario di Stato hanno definito e garantito l’equilibrio tra potere e legittimità: la Pace di Vestfalia del 1648 e il Congresso di Vienna (1814-1815).

Vestfalia e l’equilibrio di potere

Fu a Vestfalia che si posero le basi per superare le divisioni religiose intra-europee. Ma è soprattutto lì che si costruì un sistema di potere continentale in grado di reggere alla prova del tempo perché basato “su un adeguamento pratico alla realtà”.

Alcune delle novità di Vestfalia sono “archetipi” ancora oggi largamente connaturati all’ordine mondiale. L’esistenza di stati indipendenti e l’astensione dalla reciproca interferenza negli affari interni. Il controllo vicendevole attraverso un “generale equilibrio di potere” e la percezione naturale del potere altrui. L’esistenza degli stati e infine “l’attributo del potere sovrano sul proprio territorio”.

Secondo Kissinger è proprio a partire da Vestfalia che si posero le basi affinché “le ambizioni dei regnanti si sarebbero reciprocamente controbilanciate”, ciò che possiamo oggi definire come “equilibrio di potere”.

La Storia recente

Il saggio di Kissinger, dopo aver scavato nel passato per rintracciare i prodromi dell’attualità, si concentra sulla storia recente. In particolare sull’approccio statunitense: gli Usa dopo la lunga fase isolazionista hanno fatto propria la visione “realista” del Presidente Theodore Roosevelt e quella “idealista” e internazionalista di Woodrow Wilson. Fino ad arrivare allo sguardo alla politica internazionale come un’arena in cui difendere gli interessi strategici . Senza rinunciare alla costruzione di un ordine mondiale basato sui classici valori liberali e democratici quali esempio di buon governo e stabilità.

Le nuove sfide

Infine, dopo aver definito i vari approcci statunitensi all’ordine mondiale, Kissinger si concentra sulle nuove sfide che scuotono il mondo. A partire dal terrorismo quale fenomeno che spinge i governi dei vari paesi a collaborare attivamente tra loro. Travalicando il concetto di Stato e operando come qualcosa che non si era mai visto prima. Orizzonte comune anche per quanto riguarda le nuove problematiche ambientali, ormai sempre più globali. Nonché l’annosa discussione sulla proliferazione nucleare o la nuova frontiera digitale che mette alla prova la sicurezza dei paesi in un ambito sconosciuto soltanto alcuni decenni fa.

Il libro di Kissinger è un’opera estremamente densa di contenuti. Scritta da un uomo che non solo conosce la politica internazionale ma anche le fasi e gli eventi storici che hanno contribuito a produrla. Eppure l’opera di Kissinger non è solamente un saggio di geopolitica ma anche una riflessione sulla concezione del potere nelle varie parti del globo. E’ un libro di storia, sociologia e filosofia del potere.

Anche se sconta un punto di vista inevitabilmente parziale e Usa-centrico, “Ordine mondiale” può contribuire a farci comprendere l’attuale assetto di potere internazionale. Le nuove sfide che questo deve fronteggiare in un futuro sempre più globale e incerto.

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