Niente Europa per i sovranisti


Fino a qualche minuto prima della chiusura dei seggi, in molti si chiedevano che tipo di Europa ci avrebbe restituito questa tornata elettorale. Un’Europa che cede il passo ai nazionalismi dilaganti in molti stati membri, oppure che resiste ad uno scenario mai cosi probabile come in questo periodo storico. L’Unione è riuscita a contenere l’ondata di nazionalismo e sovranismo che gli addetti ai lavori avevano giudicato come rapida e inesorabile. I nazionalisti non sfondano ma guadagnano terreno sulle famiglie europee.

L’asse Roma-Parigi-Budapest

I risultati ottenuti dai massimi esponenti del sovranismo sono impressionanti ma prevedibili allo stesso tempo. Matteo Salvini, Marine Le Pen e Viktor Orban sono senza dubbio i vincitori di questa tornata elettorale. In Italia, La Lega non solo ha ottenuto il 34% delle preferenze ma riesce a doppiare il suo alleato di governo: il Movimento 5 stelle, che paga la scarsa affluenza al sud e la leadership ingombrante di Matteo Salvini all’interno del governo.

Un altro dato interessante è la voglia dei francesi di recarsi alle urne. E’ chiaro che le proteste dei Gilets jaunes e il malumore del popolo francese per le politiche messe in atto dal presidente Macron, sono due fattori che di certo hanno influenzato il risultato delle elezioni.

Da qui, la vittoria del Rassemblement National di Marine Le Pen su En Marche del presidente Macron, che quindi viene scavalcato dalla sua principale avversaria nel paese, anche se già nel 2014 Marine Le Pen fu il primo partito alle Europee con il suo Front Nationale.

Nel suo discorso, Marine Le Pen non ha esitato a dichiarare che il RN era di nuovo il “primo partito di Francia”, rivendicando la necessità di sciogliere al più presto l’Assemblea nazionale. Bisognerà capire se il movimento della Le Pen riuscirà ad avere la forza e la continuità che era mancata in passato dopo il successo delle scorse europee.

In Ungheria, Viktor Orbán fa il pieno di voti migliorando il risultato del 2014. Il primo ministro ungherese e leader di Fidesz, partito sovranista, ha ottenuto 52,33%. Resta però l’incognita sulla posizione di Orban nell’Europarlamento. Finora Fidesz siede fra i banchi del Partito popolare, ma non è esclusa una possibile alleanza con la Lega di Matteo Salvini e Rassemblement National di Marine Le Pen. E’ necessario sottolineare che il partito ungherese è stato sospeso dal gruppo conservatore del Ppe in seguito ad alcuni poster elettorali antieuropeisti.

Il Partito Popolare Europeo e il Partito Socialista Europeo hanno lasciato per strada circa una quarantina di seggi a testa e non avranno più una maggioranza da soli, ma il blocco europeista con i Liberali dell’Alde – che ha ottenuto degli ottimi risultati – supera la soglia del 50% e con i Verdi potrebbe arrivare a quasi 500 deputati. Indipendentemente dal fatto che avremo una Commissione europea guidata dalla famiglia dei Popolari Europei, la partita per l’Unione Europea è appena cominciata, visto che i partiti europei di ispirazione nazionalista hanno comunque ottenuto una buona rappresentanza in termini di seggi e saranno il quarto gruppo dell’hemicycle.

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