L’Europa si prepara al voto


Il prossimo maggio, tra il 23 e il 26, si svolgeranno le elezioni del Parlamento Europeo in cui i cittadini dei 28 stati membri saranno chiamati a votare la composizione dell’organo legislativo dell’Unione, il Parlamento Europeo. Non essendo state ancora chiarite le condizioni della Brexit, al momento la Gran Bretagna potrebbe partecipare alle votazioni, in attesa di conoscere il futuro europeo di Westminister. In Italia la data scelta è il 26 e si tratterà, politicamente parlando, di una sorta di primo test nazionale per il governo giallo-verde ma anche per il nuovo Pd targato Zingaretti.

Il Parlamento europeo è composto da 751 membri e il numero di eurodeputati che ogni paese può eleggere rispecchia proporzionalmente la popolazione di ciascuno di essi: l’Italia esprime quest’anno 76 deputati. Inoltre, è interessante notare come i gruppi parlamentari siano organizzati in base allo schieramento politico, non in base alla nazionalità e che non esistono le coalizioni, ma più forze politiche possono unirsi sotto le insegne di un’unica lista.

Il sistema di voto

Il sistema elettorale con cui si voterà è di tipo proporzionale puro, regolato dalla legge elettorale italiana per il Parlamento europeo del 1979. Secondo tale meccanismo, l’intero territorio italiano costituisce un collegio unico ripartito in cinque circoscrizioni plurinominali, a ognuna delle quali è assegnato un numero di variabile di seggi che rappresenta, almeno in via teorica, la popolazione risultante dall’ultimo censimento del 2011. Alle cinque circoscrizioni spettano quindi, in linea di massima, 20 seggi per l’Italia nord-occidentale, 15 per quella nord-orientale e centrale, 18 per quella meridionale e 8 per quella insulare.

La ripartizione avviene secondo il metodo Hare-Niemeyer, composto da due sotto metodi. In una prima fase si determina a livello nazionale quanti seggi spettano alla lista presa in considerazione e successivamente si effettua una seconda suddivisione tra le singole circoscrizioni. Nel 2009 è stata inserita una soglia di sbarramento per cui accedono al riparto le sole liste che abbiano ottenuto almeno il 4% dei voti validi. Inoltre, per quanto riguarda il voto di preferenza, ogni elettore può indicare fino a tre candidati della lista circoscrizionale votata. Per rafforzare la rappresentanza di genere, la terza preferenza è annullata nel momento in cui l’elettore indichi tre candidati dello stesso sesso. Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune che avranno compiuto il 18° anno di età entro il 26 maggio 2019.

Presto la campagna elettorale entrerà nel vivo, ma per un definitivo chiarimento sulle liste in corsa e i relativi candidati bisognerà attendere

Leave a Comment


Your email address will not be published.