L’Europa in difesa del Nuclear Deal


L’approccio dell’amministrazione Trump nei confronti di uno dei pesi massimi del Medioriente rappresenta certamente un’inversione di tendenza rispetto al metodo utilizzato negli anni della presidenza di Obama, che aveva dedicato una grossa fetta del suo secondo mandato alla disciplina relativa all’utilizzo del nucleare da parte dell’Iran. Un’eredità da cui Trump ha sempre preso le distanze.

Come sappiamo, l’ultimatum del Presidente Rohani, manifestata dalla sua volontà di proteggere la sicurezza e gli interessi nazionali del popolo iraniano, ha contribuito a riaprire delle vecchie ferite mai rimarginate tra coloro che ambiscono alla leadership regionale. Le dichiarazioni del Presidente iraniano vanno in una sola direzione: attuare la dismissione dell’uranio arricchito e dell’acqua pesante, che rappresentano dei passaggi preliminari alla produzione di armi nucleari. Queste dichiarazioni hanno attivato la rete diplomatica europea e mondiale, al fine di spingere l’Iran ha rispettare i termini dell’accordo messi nero su bianco nel 2015. Per Israele rappresenta un forte campanello d’allarme. Infatti, dopo l’uscita unilaterale dal JCPOA degli Usa, Benjamin Netanyahu sperava che l’Iran sarebbe diventato uno spettatore non pagante in Medioriente. A sua volta, l’Iran non ha mai rinunciato al suo asse con l’Unione Europea e gli altri paesi firmatari dell’accordo.


Da parte nostra c’è la piena determinazione a fare tutto ciò che è nelle nostre capacità per rispettare l’accordo sul nucleare. Finché l’Iran continuerà a rispettarlo noi andremo avanti. L’Agenzia internazionale dell’energia atomica ci ha confermato che l’Iran sta attuando l’accordo”.

Federica Mogherini

La necessità di trovare un accordo

In più occasioni, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di verificare che il programma nucleare iraniano non sia destinato a scopi militari, ha fatto notare che non sono state rilevate altri tipi di violazioni diverse dalle infrazioni minori che sono state prontamente corrette. Oltre alla necessità di negoziare un nuovo accordo con Teheran che potrebbe non prevedere gli Usa, l’Ue dovrà affrontare una scelta difficile: optare il loro alleato più potente o rischiare una spaccatura transatlantica per il bene di un accordo su cui è stato investito un capitale politico rilevante. Naturalmente, esistono delle divergenze tra la comunità europea e la linea statunitense, certificate dalla dichiarazioni del Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nel corso dell’incontro con la responsabile della politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, visto che l’Ue ha confermato la propria volontà a negoziare un nuovo accordo con Teheran al fine di evitare una possibile escalation nella regione. Si attende la risposta del Presidente Trump.

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