L’Epitaffio di Sicilo


L’Epitaffio di Sicilo, ritrovato ad Aydın, in Anatolia, e conservato a Copenaghen presso il Museo nazionale danese, è un documento musicale dell’antica Grecia. Scolpito su una stele funeraria di marmo, è formato da 12 righe di testo, di cui 6 accompagnate da notazione alfabetica greca di una melodia musicale frigia in otto misure.

Datato tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., può essere considerato il più antico brano musicale completo della storia della musica occidentale.

Epitaffio di Sicilo: Preambolo

Preambolo | Epitaffio di Sicilo | Cosenostrenews.it
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Il testo qui sopra scolpito riporta:

“εικων η λιθοσ ειμι · τιθησι με σεικιλοσ ενθα μνημησ αθανατου σημα πολυχρονιον”

Che in italiano vuol dire:

“Un’immagine, io la pietra, sono; mi pone qui Sicilo, segno durevole di un ricordo immortale”

Contiene anche una dedica mutila dell’ultima sillaba con il nome dell’autore, da cui l’epitaffio prende appunto il nome: “Σείκιλος Εὐτέρ(πῃ), o ancora “Σείκιλος Εὐτέρ(που)”, ossia Sicilo ad Euterpe, probabilmente sua moglie, o Sicilio figlio di Euterpo o Sicilio figlio di Euterpe, che è, come sappiamo, la Musa della musica.

Stele funeraria di marmo
Stele funeraria | Epitaffio di Sicilo | Cosenostrenews.it

Sicilo: l’autore

Niente purtroppo ci è dato sapere dell’artista, ma questo testo ha smosso la mia immaginazione per la visione “laica” e stoica del vivere e per l’asciutto pessimismo con cui la morte è accettata come legge di necessità e la vita dell’essere umano è considerata come un’apparizione momentanea nel tempo lungo del pianeta.

Ci leggo gli occhi asciutti di popoli abituati a farsi decimare da epidemie, guerre e carestie. Non ci leggo una visione tragica della vita umana, ma il coraggio dell’accettazione della sua precarietà, senza retorica e falsi infingimenti, senza Dei da ingraziarsi o da maledire.

Testo centrale | Epitaffio di Sicilo | Cosenostrenews.it
Testo centrale | Epitaffio di Sicilo | Cosenostrenews.it

Questo il testo greco:

Ὅσον ζῇς φαίνου· μηδὲν ὅλως σὺ λυποῦ· πρὸς ὀλίγον ἐστὶ τὸ ζῆν. τὸ τέλος ὁ χρόνος ἀπαιτεῖ”

E questa la sua traduzione in italiano:

Finché vivi, mostrati al mondo, non affliggerti per niente: la vita dura poco. Il tempo esige infine il suo tributo.”

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b6/%C

Epitaffio di Sicilo: in siciliano

Io ho voluto tradurlo in siciliano perché sono tante le affinità della visione della vita e della morte tra le due culture, non a caso Quasimodo tradusse mirabilmente i lirici greci senza essere un filologo. O forse perché questa visione ancora mi convince e mi assomiglia.

Ppi ffina ca campi fai ùmmira, throppu nun t’abbiliàri, ppi picca n’avèmu i campari, cuntàti l’avèmu i jorna!”

Ve l’affido in questi giorni minacciosi che producono vana ansia e ci mettono davanti ad antiche responsabilità con cui non abbiamo mai fatto i conti

Marinella Fiume http://www.cosenostrenews.it

Marinella Fiume, nata a Noto (SR), laureata in Lettere classiche presso l’Università di Catania, è dottore di ricerca in Lingua e Letteratura italiana; già docente di Lettere nei Licei, ha collaborato per un decennio in qualità di Supervisore con la “Scuola universitaria di specializzazione per l’insegnamento nelle Superiori” dell’Università di Catania. È stata per due legislature Sindaco del Comune di Fiumefreddo di Sicilia (CT), cittadina sulla costa jonico-etnea dove risiede. È stata socia fondatrice e Presidente della Fidapa - Sezione di Fiumefreddo di Sicilia e dell’Associazione fiumefreddese antiracket e antiusura “Carlo Alberto Dalla Chiesa”. Già responsabile della Commissione Arte e Cultura della Fidapa – Distretto Sicilia, è Past-President del Soroptimist “Val di Noto” e socia della Società Giarrese di Storia Patria e Cultura. Ha pubblicato saggi, biografie, racconti, romanzi, canzoni, collaborato con riviste e quotidiani e curato trasmissioni televisive sui libri e la lettura. Nella rivista siracusana a diffusione nazionale “Notabilis” cura la rubrica fissa “Donne che ballano coi lupi”. Nel 2001 ha ricevuto il Premio Internazionale Kaliggi alla Letteratura; nel 2004 il Premio alla Cultura “Sulle ali della fantasia”; nel 2010 a Giarre il premio “Maschere d’argento” alla memoria di Monsignor Giuffrida; nel 2014 il premio “Un amore di donna” intitolato alla memoria dell’imprenditrice giarrese Rosaria Nestorini alla quale ha dedicato il libro La sposa nel cuore, e la Targa d’argento alla Cultura “Castagno dei cento cavalli” dal Comune di Sant'Alfio; nel 2015 il premio “La tela di Penelope” nell'ambito dell’iniziativa del Festival NaxosLegge “Le donne non perdono il filo”; nel 2017 il premio “Aci e Galatea” (Acireale) e lo stesso anno è stata eletta a Roma dalla FIDAPA nazionale “Eccellenza d’Italia” per il suo impegno socio-culturale. Tra le sue pubblicazioni: il saggio Sibilla arcana Mariannina Coffa (1841-1878), Appendice: Epistolario amoroso Coffa - Mauceri (2000, Premio “Franca Pieroni Bortolotti” della Società delle Storiche e del Comune di Firenze e Premio FIDAPA di Giardini Naxos “Rosa Balistreri”); il romanzo Celeste Aida Una storia siciliana (2008) da cui la Radio Televisione di Colonia ha tratto un docufilm; il romanzo Feudo del mare La stagione delle donne ( 2010); ha scritto alcune biografie per il Dizionario Italiane (a cura di E. Roccella e L. Scaraffia, Roma 2004) e curato il Dizionario biografico Siciliane (Siracusa 2006). Tra le più recenti pubblicazioni: Aforismi per le donne toste (2012); Sicilia esoterica (2013, giunto alla sesta edizione); (con B. Iacono) Voglio il mio cielo - Lettere della poetessa Mariannina Coffa al precettore, ai familiari, agli amici (2014); Di madre in figlia – Vita di una guaritrice di campagna (2014); (con S. Mirabella) La felicità era forse il male minore - Dialogo sulla felicità (2016); La bolgia delle eretiche (2017, Premio Città di Castiglione 2018); Viaggio in Sicilia - Parole suoni visioni da un viaggio multisensoriale con DVD di Canzoni e Fotografie di Piero Romano (2017). Ha indagato soprattutto l’universo femminile e i saperi tradizionali delle donne siciliane, sottraendole all'oblio della storia e restituendole alla luce.

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Caterina Larizza

Mai scontata l’importanza di conoscere le lingue dei nostri progenitori,tanto meno l’attualità di quanto ci hanno lasciato,come preziosa eredità.Le trascrizioni sopra riportate sono filosofia? Stili di vita?Pillole di saggezza?Sono comunque, qui e adesso, di una contemporaneità sconvolgente ,che la penna dotta della Prof.ssa e scrittrice Marinella Fiume ha voluto rendere ancora più aderenti al nostro quotidiano vivere e fruibili in questi giorni di profondo sconforto,direttamente in Siciliano.Senza le traduzioni di Quasimodo, non avrei mai potuto leggere ed apprezzare i versi di Saffo o Anacreonte.

marinella fiume

Grazie, gentilissima Caterina Larizza, troppo buona! Pregevole il tuo commento che aggiunge alle mie la considerazione sulla necessità delle traduzioni dei classici! Marinella Fiume

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