La strategia della discordia


Ogni membro del North Atlantic Treaty Organization sa che acquistare delle armi di una certa portata da chi viene considerato il nemico numero uno dell’organizzazione, è una mossa che viene considerata del tutto inaccettabile da qualsiasi governo degli Stati Uniti.

Questo aspetto non deve essere sfuggito al Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il quale ha dimostrato di muoversi con parecchia leggiadria lungo l’asse Usa – Russia, allo scopo di garantirsi il sostegno da entrambe le parti. La Turchia non è solo un partner fondamentale della NATO, poichè rappresenta il secondo esercito dopo quello degli Usa.

Già nel 2017, quando filtrò la notizia di un accordo tra la Turchia e la Russia che comprendeva l’acquisto di sofisticate batterie missilistiche s-400, sistemi radar, rampe di lancio e il centro commando per un valore di 2,5 miliardi di dollari, le relazioni tra Usa e Turchia subirono una netta flessione.

Gli Stati uniti minacciarono l’espulsione della Turchia dal programma Nato sui caccia F35 e l’instaurazione delle sanzioni previste da una normativa ad hoc, l’America’s Adversaries Through Sanctions Act Caatsa, che colpisce con sanzioni secondarie le transazioni con il settore della Difesa e l’intelligence russa.

Eppure, il Dipartimento di stato americano aveva tentato di raggiungere un accordo con Ankara per la vendita dei sistemi missilistici Patriot del valore di 3,5 miliardi di dollari. Proposta che non convinse Erdoğan che aveva ormai raggiunto un accordo di massima con Putin da cui difficilmente poteva tirarsi indietro.

Il Reis scelse di onorare l’intesa con il Cremlino, poiché secondo lui non esisteva alcun conflitto di interessi tra l’acquisto degli F35 e il sistema missilistico russo s-400. Dal canto suo, la Russia ritenne che l’ultimatum del governo Usa alla Turchia sulla rinuncia all’acquisto dei sistemi missilistici russi S-400 era del tutto inaccettabile.

La Turchia si sta preparando all’eventualità che gli Usa decidano di mettere in atto delle sanzioni per l’acquisto del sistema missilistico russo di difesa antiaerea S-400. Il governo di Ankara pare deciso nel proseguire i colloqui con la Russia senza indietreggiare. Il prossimo mese si svolgerà il G20 in Giappone. Una buona occasione per Erdoğan e Trump per stemperare le tensioni accumulate negli ultimi mesi.

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