Bam. Le grandi città di sera sono bellissime. Hanno la stessa vitale luminosità degli alberi di Natale. Milano è una grande città.

Lo si capisce guardandola da questo attico, dove i corbezzoli si stringono alle roverelle ed ai lecci e vanitosamente si specchiano sulla vitrea torre.
Dio che vista!

Milano è una grande città. E’ evidente nella necessità di chiamare le cose con nomi diversi da quelli propri: come “biblioteca degli alberi un giardino”.
Un tempo, nella Milano dell’ofelè, si sarebbe detto ciurlare nel manico.

Poi è arrivata quella da bere, quindi quella delle mani pulite, via via fino alla Milano da expo.
Allora sia pure biblioteca degli alberi di Milano. BAM!

Guardo giù

al limite del vuoto come la scena narrata in questo breve racconto

Guardo giù. Tutto sembra così ordinato, geometricamente impeccabile: linee, curve, cerchi, rettangoli. Nessuna imperfezione da questa altezza, nessuna.
Nella casa il mormorio sovrasta le note.

Solita musica, solite chiacchiere. Anche il buffet è identico a quello delle sere scorse. Non ci sono guizzi tra i posticci chirurgici, nemmeno tra le pieghe dei sarti della moda, solo cicli.

Forse da giù, guardando in alto, questa luce sonora avrà la sua bellezza.
Perché il segreto è quello, la distanza. Non troppa, da non distinguere nulla; non troppo poca, da cogliere ancora il dettaglio; ma quella giusta perché tutto appaia per come vorremo che fosse.

Bam: Preferisco restare fuori

Preferisco restare fuori.
Ho bisogno di mettere distanza da me.
Misuro con i passi il terrazzo. Respiro l’aria consumata del fine giornata.

Eppure ricordo tracce di bellezza in me.
Non riesco a riviverle, ma, per quanto vago, ne ho memoria.
Si dice che prima di morire si riveda il film della propria vita. Sarebbe un modo.

Mi affaccio oltre il davanzale, guardo in basso: 26 piani, poco oltre 100 m. Bolt li correrebbe in poco meno di 10”.
Lo starter ha esploso, inaspettato, il colpo di pistola.
Bam! Brucio tutti allo scatto di una corsa solo mia……

Nessun amarcord, puttana Eva.

Ho avuto giusto il tempo di vedermi, riflesso nella dirimpettaia torre, cadere nel vuoto, sgraziato sacco di fresco lana blu.
BAM!

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